A rivelarlo è l’Adoc che a sua volta ha chiesto un immediato

confronto con l’amministrazione comunale

 

Neanche il tempo di archiviare i pagamenti dell’Imu e di prepararsi psicologicamente ed economicamente alla prossima scadenza prevista, quella della Tares ad Aprile, non si sa ancora per quali importi e con quali agevolazioni di pagamento, che i brindisini, in questi giorni, stanno vivendo un nuovo incubo: quello relativo agli avvisi di accertamento Tarsu riguardanti il periodo 2007 – 2011. A denunciare l’episodio è l’Adoc di Brindisi che non ha dati ufficiali ma dall’affluenza constatata presso gli uffici del concessionario ABACO S.p.a. e dalle decine di contatti ricevuti in sede, con contribuenti disorientati, si è del parere che siano centinaia, se non migliaia le famiglie alle prese con le richieste di pagamento.

 

Un ulteriore colpo alla già fragili finanze delle famiglie brindisine costrette a sostenere, non solo gli oneri relativi alla differenza tra le superfici dichiarate e quelle risultanti dai dati catastali, ma anche per interessi e sanzioni cresciuti per i ritardi accumulati dalla pubblica amministrazione rispetto all’entrata in vigore delle disposizioni di legge (art.1, comma 340 L.311/2004, legge finanziaria 2005) la quale stabilisce che la superfice dichiarata non possa essere inferiore all’80% di quella catastale.

“Se da una parte rimaniamo convinti sostenitori della necessità di far pagare a tutti quanto dovuto, con l’auspicio di una riduzione della pressione fiscale – sostiene Giuseppe Zippo, Presidente dell’Adoc provinciale -, dall’altra non ci convince la carenza di informazione rivolta ai cittadini e le modalità stabilite per il pagamento delle somme. Il dubbio che rischia di radicarsi sempre più nei contribuenti è che si assumono atteggiamenti differenti a seconda dell’interlocutore anche quando in gioco c’è il recupero di somme per svariati milioni di euro”.

Nel recente passato, sostengono ancora dalla sede dell’associazione dei consumatori, si è appreso di crediti vantati dalla pubblica amministrazione in cui non risulta siano stati richiesti interessi o pagamenti in archi temporali così perentori. Per queste motivazioni l’Adoc di Brindisi ha inoltrato al Sindaco  e all’assessore al ramo l’attivazione urgente di un tavolo di confronto al fine di valutare misure atte a ridurre l’impatto economico sui bilanci famigliari. L’occasione è utile anche per comprendere quali siano gli indirizzi dell’amministrazione circa l’utilizzo delle somme rivenienti dal recupero che riteniamo debbano necessariamente essere destinate ad una riduzione dei costi dei servizi per i cittadini o ad una loro implementazione.

 

Brindisi, 7 Gennaio 2013 

       

A cura dell’Adoc di Brindisi

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