L’associazione dei consumatori Adoc scrive

al Presidente del Consiglio Comunale e ai Capigruppo Consiliari

 

A distanza di 13 anni dall’approvazione definitiva dello Statuto Comunale, lo stesso risulta ancora disapplicato negli artt. 43 e 48, proprio nella parte in cui precisava gli strumenti di partecipazione della società civile organizzata alle scelte dell’Amministrazione, ovvero le Consulte.

A denunciarle questa inadempienza è la sede provinciale dell’Adoc, l’associazione dei consumatori leccese, la quale precisa come “le Consulte sono istituti fondamentali per la vita democratica della città, tanto che lo Statuto individua in queste gli organismi fondamentali di partecipazione e di consultazione della cittadinanza attiva e dava centralità ad esse proprio per favorire e promuovere e valorizzare le libere forme associative”.

In particolare, l’art. 43 istituisce le Consulte a cui vengono assegnati dei compiti previsti dal successivo dall’art. 48, nel quale c’è scritto: “Le Consulte costituiscono organismi di partecipazione ove sono rappresentate libere associazioni, organizzazioni di volontariato, categorie professionali, organizzazioni sindacali, Enti, Istituzioni individuati dal Consiglio Comunale nelle specifiche delibere istitutive; le Consulte esercitano funzioni consultive e di proposta su specifici ambiti dell'attività dell'Amministrazione nei confronti della Giunta e del Consiglio in particolare nella fase di predisposizione dei provvedimenti o temi specifici e programmatici che attengono le materie di competenza”.

“Il tutto – dichiara Alessandro Presicce, Presidente dell’Adoc -, è rimasta lettera morta! Mentre l’’Amministrazione, ma sarebbe meglio dire la Città tutta, si sta privando di contributi fondamentali di competenze, di pensiero, di riflessione che nella società civile leccese sono già maturi, ma che non riescono a trovare spazi e luoghi democratici ove esprimersi”.

Ed è sempre il Presidente a sostenere che, “viceversa, le amministrazioni di altri Comuni che nel momento delle scelte riescono a giovarsi di un tale apporto da parte delle associazioni attive sul territorio, fanno molto di più della nostra, la quale, ciecamente, decide di privarsi di tale apporto”.

Nella città di Lecce poi, la partecipazione richiesta “a parole” (come ad esempio in occasione della candidatura a Capitale Europea della Cultura) è quotidianamente negata “nei fatti” dall’assenza dei luoghi deputati allo svolgersi della dialettica democratica.

Questi i motivi per i quali, dopo tante sollecitazioni, comunicati stampa, l’Adoc ha deciso di scrivere ufficialmente al Presidente del Consiglio Comunale, ai Capigruppo di maggioranza e opposizione e al Presidente della Commissione Istituti della Partecipazione, affinché si attivino urgentemente in quanto la città non può più attendere e deve dare attuazione allo Statuto, attivando, immediatamente, le Consulte Comunali!

 

 

A cura dell’Adoc di Lecce

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