La constatazione è dell’Adoc regionale, l’associazione pugliese dei consumatori che “spulciando tra le segnalazioni e le denunce pervenute presso la propria sede, scopre quanto sono lontane e incoerenti le decisioni che vengono assunte dai vertici delle aziende ferroviarie, e quelle delle autolinee, rispetto alle esigenze dei viaggiatori e pendolari”.

A seconda delle Aziende, delle stagioni, ad ogni cambio degli orari insorgono novità che rendono sempre più difficoltoso comprendere come e perché viaggiare in Puglia.

Si veda, ad esempio, la riduzione dei convogli, il trasferimento al Nord di treni, quindi lo scambio della loro tipologia e i tanti vincoli e veti “come da regolamento interno” per cui viene da chiedere: “ma le società di trasporto sono alla ricerca di passeggeri, quindi del fatturato, o per loro sono sufficienti i fondi messi a disposizione dall’Ente Regione?”.

Ci troviamo sempre di fronte a fatti compiuti –asserisce Pino Salamon, presidente dell’Adoc Puglia-, con decisioni che i viaggiatori e i pendolari subiscono senza che noi si possa interloquire e intervenire in quanto la dirigenza di Trenitalia, ad esempio, è priva delle funzioni di responsabilità, non ha voce in capitolo; se è vero che vengono chiesti incontri a Roma. Ci chiamano solo per essere testimoni di campagne antievasione. Una burla”.

Ma quest’ultima non è una finalità che rientra tra gli scopi dell’associazione, mentre l’Adoc è interessata a discutere su questioni concrete, quelle che angosciano i cittadini, con razionalità e una forte dose di disponibilità ed elasticità manageriale.

Infatti, è impensabile che un pendolare provvisto di un abbonamento per un eurostarcity o per un intercity non possa e non debba viaggiare su un treno regionale; non va a scapito di Trenitalia. E poi, non si comprende perché ciò è reso possibile se si è in possesso di un titolo di viaggio ordinario o a causa di un disservizio e non, appunto, su richiesta e necessità dell’interessato.

Identico ragionamento si può fare per le Ferrovie del Sud-Est. Anche in questo caso, non è accettabile che non si possa far valere un abbonamento per far accedere sul treno un pendolare che ha per destinazione Alberobello ma che, invece, intende raggiungere Monopoli.

Quindi: perché un biglietto ordinario viene venduto per fasce chilometriche ed un abbonamento è vincolato ad una località, nonostante si voglia effettuare una percorrenza inferiore?

Altre deficienze registrate? Quelle che sui servizi gestiti dalle Appuro-Lucane e, ancora, dalla Sud-Est, per le quali non è possibile utilizzare l’abbonamento su gomma e su strada ferrata, indifferentemente. A meno che, per la prima, non si è muniti di un abbonamento integrato mentre, per la seconda, non si accetti di viaggiare dopo le ore 09:00 del mattino, quando le esigenze di pendolari e studenti sono pressoché nulle.

Per queste comodità di parte, incomprensibili rigidità, fioccano sanzioni a non finire.

E’ inutile mettere altra carne a cuocere”, aggiungono all’Adoc regionale perché dei ritardi, dei disservizi, della pulizia insufficiente dei convogli sono piene le cronache dei quotidiani.

Tutta questa materia -concludono i responsabili dell’Adoc Puglia-, vogliamo discuterla con chi può assumere e rendere consequenziali le decisioni. Possibilmente, insieme all’Ente Regione che rimane il primo soggetto interessato a far sì che l’efficienza e la qualità del trasporti prevalga sugli espedienti di basso profilo messi in atto da chi si avvale di una posizione dominante e cerca di imporre le proprie regole a danno o contro le esperienze e le opinioni di chi se ne serve per necessità”.


Roberta Longo

Ufficio Comunicazione e Stampa dell’Adoc Puglia

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