Travolto da una spinta di armonia profonda per tutti i suoi utenti, Facebook ha comunicato che dallo scorso martedì 30 agosto, ha condiviso i numeri del cellulare degli utenti di Whatsapp con il proprio social. Questo non vuol dire che finalmente otterrete il numero che da settimane la tipa (o il tipo) che stalkerizzate si rifiuta di darvi. Il beau geste di Facebook ha scopi nobili: è uno sforzo per "migliorare le tue pubblicità sul social e le tue esperienze di prodotto", così almeno vogliono convincere gli utenti a credere, il perché di questa condivisione.
Noi Adoc Puglia, che crediamo di saper leggere tra le righe, immaginiamo invece che le aziende che ne faranno richiesta, dietro lauto conpenso, si assicurino il numero del cellulare per contattar l’utente anche su Whatsapp e proporvi i loro prodotti. Da un'offerta imperdibile del supermercato vicino casa o il messaggio di una banca pronta a far arricchire l’utente se aprite un conto online da loro. Non sarà così?  Solo il tempo potrà dircelo. Nel frattempo,  la funzione di condivisione è già attiva in automatico. Non avendo neanche tante scuse, per rifiutare l’operazione in quanto, nell'aggiornamento della policy della app, tutto questo c'era scritto. Il guaio è – sostiene, Serena Acconciaioco dell’Adoc Puglia -  che su cento lettori solo un paio forse si saranno documentati compiutamente. Ma se lo si fosse fatto, sulla totalità ci si sarebbe resi conto che, in fondo alla schermata dei nuovi termini e condizioni di utilizzo di Whatsapp, c'era scritto: "leggi di più sugli aggiornamenti dei nostri termini e della privacy policy", fino a giungere davanti all'opzione "Condividi le mie informazioni su Facebook" con la possibilità di  disattivarla.
Ma, a parere dell’Adoc Puglia, c’è ancora la possibilità di porre rimedio. Infatti, dal giorno in cui si sono accettati i nuovi “Termini” si hanno 30 giorni (con scadenza fissata al 25 settembre) per poter aprire Whatsapp, andare su Impostazioni --> Account --> Condividi info account ed eliminare la spunta da quella diabolica autorizzazione.
Il processo, questo sì, è irreversibile.
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