“Vi comunico che a partire da maggio entrerà in vigore il nuovo codice della strada. Oggi è stato approvato l’articolo più pesante ed era anche giusto. Cioè vi spiego chiunque verrà sorpreso alla guida del veicolo anche se è fermo ai semafori o agli stop con il cellulare o altri apparecchi. La sanzione è la seguente, ritiro della patente immediata e la multa parte da 180 euro fino a 680 euro. Quindi state molto attenti organizzativi con i viva voce. Credo sia utile diffondere. Buongiorno.”

Se hai ricevuto questo messaggio sul nuovo Codice della Strada 2017, che abbiamo riportato integralmente, devi sapere che questa è (in ordine di tempo) l’ultima bufala che sta circolando:

da giorni infatti sui vari social network gira la notizia secondo cui dal primo maggio entrerebbe in vigore un fantomatico nuovo Codice della strada che prevedrebbe, tra l’altro, il ritiro immediato della patente da 1 a 3 mesi per chi viene sorpreso alla guida col telefonino in mano. Si potrebbe essere portati a crederlo, anche perché la scorsa settimana di una cosa del genere ne hanno parlato autorevoli personaggi, compreso il vice ministro dei trasporti Riccardo Nencini.

 

 

Ma di fondato, finora, non c’è nulla. Il messaggio in circolazione su WhatsApp dà per scontati molti aspetti delle sanzioni che verranno previste ma che, per il momento, non hanno carattere di ufficialità e da questo punto di vista, come accennato in apertura, è estremamente impreciso. Una cosa vera senz’altro è che le sanzioni saranno applicate sia verso chi userà il cellulare durante la guida, sia per coloro che pur fermi ad un semaforo rosso consulteranno lo smartphone. Ma quest’ultima non è affatto una condizione nuova in quanto, già l’attuale codice della strada lo prevede.

 

Una più aspra sanzione potrebbe forse arrivare in estate, ma non certo in un nuovo Codice della strada (il cui disegno di legge langue in Parlamento da quasi quattro anni): potrebbe invece essere inserita in un decreto legge, confermando la tradizione (che negli ultimi anni si era un po’ persa) dei provvedimenti spot estivi: quelli dall’effetto annuncio che funzionano più sui media che sulla strada. Un’accelerazione che eventualmente, ricalcherebbe quanto già successo nel caso della legge sull’omicidio stradale: quando non si riuscendo ad approvarla in tempi brevi l’esecutivo precedente decise di utilizzare lo strumento del decreto legge, appunto.

 

I requisiti d’urgenza ci sono tutti, considerando che tre automobilisti su quattro usano impropriamente lo smartphone mentre sono al volante. Il che ha contribuito all’aumento dell’1% delle vittime causate da incidenti stradali, dal momento che la distrazione è la prima causa dei sinistri. In particolare, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha spiegato che “l’80% degli incidenti gravi deriva dall’uso del cellulare alla guida”. Una pratica sempre più diffusa, dunque. Come testimonia anche l’aumento di quasi il 21% delle multe rispetto all’anno passato nel 2015, stagione in cui hanno toccato quota cinquantamila.

 

Speriamo che l’inasprimento delle sanzioni, finalmente, farà capire che chattare, telefonare, navigare sul web e utilizzare i social mentre si guida è una roba assai pericolosa: per sé e per gli altri!

 

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