Disattivato il numero di telefonia mobile, Pit, l’Adoc Puglia fa i conti con le chiamate ricevute e dei vari casi affrontati dal 1° al 31 agosto, con il sostegno della Regione Puglia, e rivolge un  richiamo a tutti quei pubblici esercizi che continuano a fare orecchie da mercante, da noi definite “pecore nere”

La richiesta più sorprendente giunta al cellulare dell’Adoc Puglia è stata quella di un agente di viaggio di Roma che chiedeva quali obblighi e responsabilità comportava per lui il fatto di aver prenotato, per conto di un affezionato turista, un villaggio che, osservato di persona, non corrispondeva al catalogo.
“Da un lato, il contatto ha destato sorpresa.
Dall’altro, abbiamo apprezzato la sensibilità e la responsabilità di un operatore che intende svolgere onestamente la professione”. Questa l’unica nota positiva a giudizio di Giulia Procino, una dei tre legali alternatisi al telefono per un servizio che l’associazione mette a disposizione dei consumatori italiani da cinque anni a questa parte.
E di villaggi che hanno procurato disagio ai turisti quest’anno ce ne sono. Da quello che in Sardegna non è riuscito a liberare lo specchio di mare antistante dalle fastidiose alghe, ad un altro, in Calabria, in piena ristrutturazione, con docce fuori uso e un impianto di depurazione che funzionava a giorni alterni in piscina. Per finire, in Puglia, dove, in un Villaggio Club, sono scomparse le valige di tre ospiti da un locale adibito a deposito.
 
Più di una segnalazione è giunta anche per case vacanze affittate da privati in Salento e che, all’atto della consegna delle chiavi, si sono dimostrate poco più di un rustico.
Dalla Turchia, invece, un gruppo di ragazzi ha riferito di essere stato a bordo di un “caicco” sul quale hanno trovato delle cabine molto mini, bagni che non funzionavano e, a loro dire, personale che non dimostrava di essere esperto. “Elementi che se ti capitano tutti assieme, procurano disagi, inconvenienti e difficoltà specie se si fa vita di bordo 24h su 24”, dichiara Anna Paparella, un’altra delle legali dell’Adoc regionale.
 
In breve, una varietà di situazioni che hanno disturbato, modificato l’idea della vacanza ad un 25% di coloro che ci hanno contattato.
Un altro 33%, invece, tra overbooking, mancato arrivo dei bagagli, accumulo di ritardo rispetto ai tempi previsti, “si son visti persi a causa di una girandola di informazioni mancate o non corrispondenti al vero tanto che, in diversi casi, hanno rinunciato alla vacanza o l’hanno incominciata con ritardo”, fa eco Cinzia Ligustro, il terzo legale dell’Adoc a disposizione nel mese di agosto.
Discorso a parte va fatto per tutti coloro che non sono partiti per colpa di compagnie aeree alle quali è stata sospesa la licenza di volo (MyAir) o, come accaduto pochi giorni fa con il fallimento della Sky Europe.
 
 
Il caso più clamoroso è capitato ad un turista barese il quale ha cercato di prenotare sul sito dell’Alitalia un volo comprensivo di un hotel utilizzando una carta prepagata dalla quale si è visto ridurre il credito non avendo ricevuto la comunicazione di conferma. Tant’è che ha chiesto spiegazioni alla compagnia aerea senza ricevere risposta; mentre la banca confermava che la somma era “bloccata”. Anzi distinta su due conti: quella per il volo e quella per l’albergo a Parigi, ma che, in ogni caso, doveva attendere 25 giorni per i necessari accertamenti; quindi, se la somma sarebbe stata prelevata o meno.
Più che un episodio di “mala organizzazione”, l’interessato ha vissuto giornate intere da incubo perché pagava una vacanza che non avrebbe mai fatto.
Ma al cellulare dell’Adoc regionale sono pervenute un 10% di lamentele di varia natura, tra cui un paio di automobilisti che non comprendono il motivo per cui le assicurazioni liquidano la sostituzione dei pezzi di ricambio tenendo conto della vetustà dell’autovettura. O delle peripezie che alcune turiste hanno dovuto affrontare per trasferirsi in treno da Bari a Botricello, in Calabria. Per non parlare del tour operator, Todomondo.
I pochi episodi qui evidenziati danno il senso di come neanche l’agosto del 2009 non è passato sotto silenzio. Vedi la schiuma sospetta e lo scarico di vetri nel mare della Grotta Azzurra a Capri, ma anche grazie ad una “fetta” di operatori che hanno perso l’occasione di dimostrarsi all’altezza dei tempi e delle regole, nuocendo all’immagine del turismo in Italia. Infatti, dalle segnalazioni ricevute, per un 15% di esercizi pubblici e venditori ambulanti, risulta che: uno, non rilasciano ricevute o scontrini fiscali; due, hanno erogato un servizio qualitativamente scadente.
 
E, in alcuni casi, con maggiorazioni opinabili. Un esempio è quel ristorante in Calabria che per 5 giorni un primo piatto costava € 7,50, ma quando l’avventore è tornato il sabato, veniva proposto a € 14,00.
“Saranno particolari – prosegue la nota dell’Adoc Puglia -, ma ciò dimostra la scorrettezza di quanti hanno presentato, e presentano, ricevute da ristorante a cinque forchette, senza avere i requisiti, e quegli esercizi che pretendono di acquisire l’ordinazione elencando le portate a memoria, senza permettere la visione del menù. O a chi, per strada, vende l’uva, scandalosamente, a 5,00€ il kg”.
Dovrebbe essere la stessa categoria dei pubblici esercizi a tirare le conclusioni. “Da parte nostra – dichiara Pino Salamon, il presidente dell’Adoc regionale -, non possiamo fare altro che annotare e segnalare con rammarico episodi che si ripetono frequentemente e sperare che, prima possibile, si smetta di fare orecchie da mercante perché, continuando di questo passo, chi più chi meno, tutti sono destinati a rimetterci”.
 
Ideale sarebbe una presa di posizione dei consumatori che, risollevando la testa, ci aiutino a denunciare questo fenomeno di speculativo dai tratti contagioso e che si propaga durante un periodo di vacanze prolungate, o alla vigilia di una qualsiasi festività. Comportamenti irriguardosi per i quali l’Adoc Puglia ha assunto la decisione, nonostante la minore incidenza percentuale delle segnalazioni, di definire “pecore nere” questa fetta di titolari di pubblici esercizi. Un appellativo assegnato sulla base delle notizie ricevute e da altre acquisite attraverso gli organi di informazione.
 
                                                                                 
 
 
 
 
SINTESI DELLE SEGNALAZIONI, RECLAMI, DENUNCE ARRIVATE ALL’ADOC PUGLIA NEL MESE DI AGOSTO 2009 ATTRAVERSO I CONTATTI RICEVUTI
AL NUMERO DI TELEFONIA MOBILE 333.7860505
 
 
Disservizi, disagi, incognite aeroportuali                                                                                  33%
Disservizi ferroviari pulizie carrozze                                                                                 4%
Strutture turistiche non corrispondenti al catalogo o con servizi non efficienti        25%
Prenotazioni online difficoltose o risultate difformi dalle richieste                            12%
Mancata trasparenza nei prezzi e servizi poco qualificati                                           15%
Segnalazioni e denunce di vari genere                                                                         11%
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