In una lettera che l’Adoc Puglia sta inviando ai Sindaci dei Comuni dell’intera regione, l’associazione dei consumatori diffida gli stessi ad espletare il formale adempimento previsto dalla recente sentenza, la n. 238 del 16.07.2009, con la quale la Corte Costituzionale, adeguandosi ad un ormai consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr Sentenza Cass. N. 5298/2009) ed in conformità con la normativa comunitaria, ha sancito “l’estraneità della TARSU (Tassa sui rifiuti solidi urbani) e della TIA (Tariffa Igiene Ambientale) dall’ambito di applicazione dell’IVA”, stante l’insussistenza di un nesso diretto tra il servizio e l’entità del prelievo.

Infatti, nella nota predisposta dall’Adoc si legge che “la TARSU e la TIA devono considerarsi un tributo non più assoggettabili all’Iva al 10%”.

Questo significa – spiega Anna Paparella, dell’Ufficio Legale dell’Adoc Puglia -, che ai Comuni chiediamo di provvedere al rimborso automatico agevolando un adempimento sancito dalla Corte Costituzionale. Al limite, di scalare il dovuto, quindi l’accumulo di dieci anni di IVA versati dai cittadini, dalla prossima riscossione dei tributi”.

Naturalmente, nell’espletamento dei suoi compiti statutari, l’Associazione dei consumatori della Puglia si è impegnata ad offrire la propria consulenza, anche legale, agli utenti e ai cittadini che intendono fare richiesta di rimborso a titolo di IVA, quindi delle somme indebitamente pagate per gli ultimi dieci anni, come riconosciuto dalla citata sentenza costituzionale.

In ogni caso, con la lettera indirizzata ai Sindaci, l’Adoc chiede il formale impegno dell’Amministrazione di adeguarsi al dispositivo e a prevedere un ricalcalo della TARSU (TIA) per l’anno a venire che escluda l’applicazione dell’IVA dal tributo.

Per informazioni, telefonare nelle ore pomeridiane ai numeri 080.5025248 – 080.5648991, o scrivere una e-mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Bookmark and Share