L’improvviso abbassamento della colonnina di mercurio riaccende le discussioni sui costi del riscaldamento tra proprietari, condomini, inquilini.

A tale proposito, l’Adoc Puglia fa notare che “dall’agosto scorso sono entrate in vigore le nuove disposizioni sulle maggioranze assembleari valide per decidere la dismissione dell’impianto centralizzato di riscaldamento”.

In vigenza della precedente legge, e dell’interpretazione giurisprudenziale conseguente, era sufficiente che i condomini contrari all’innovazione non si presentassero in assemblea, e ciò accadeva spesso, per impedire di far approvare, validamente, la modifica dell’impianto.

Adesso, la legge 99/2009, che ha sostituito le precedenti disposizioni dettate dalla normativa del 1991, precisa che è sufficiente la maggioranza semplice delle quote millesimali degli intervenuti nell’assemblea di condominio, anche quando è convocata per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento centralizzato con quello autonomo.

Un aspetto importante da sottolineare precisano gli esperti dell’associazione regionale dei consumatoriè quello che la sostituzione della vecchia caldaia centralizzata, con un impianto autonomo, può essere decisa e approvata a maggioranza solo se, sotto il profilo energetico, l’innovazione risulti più conveniente”.

Inoltre, la suddetta legge, nell’ottica di migliorare i processi di trasformazione dell'energia, di ridurre i consumi della stessa e al fine di migliorare le condizioni di compatibilità ambientale per l'utilizzo dell'energia, a parità di servizio reso e di qualità della vita, stabilisce procedure più semplici per usufruire della detrazioni fiscali previste in materia (detrazione del 55%).

Infine, viene eliminato l’obbligo di redigere l’attestato di qualificazione energetica laddove si voglia provvedere alla sostituzione di impianti termici con caldaie a condensazione, pompe di calore o impianti geotermici, prevista dal comma 347 della Finanziaria 2007.




Roberta Longo

Ufficio Stampa Adoc Puglia

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