Così incomincia l’ultimo racconto riferito all’Adoc Puglia da un consumatore il quale, recatosi presso la propria agenzia, a Taranto, per comunicare la semplice sostituzione dell’autovettura assicurata (cambio modello e targa), si è visto aumentare l’importo del premio nonostante la polizza risulta in scadenza per fine settembre 2010.

Non è normale, sostengono all’Adoc regionale, che ad un assicurato, per il sol fatto di dover sostituire la precedente autovettura con un’altra, e per di più di cilindrata inferiore, una compagnia di assicurazioni, per mano del suo agente, pretende di elevare il premio quando questo è stato pattuito e fissato a settembre 2009. Ovvero, procede unilateralmente a interrompere i termini definiti dal contratto.
E pensare che le Compagnie, per farsi pubblicità, raccontano in giro che i premi dell’RcAuto sono rimasti invariati se non, addirittura, ridotti. Anzi, a sentire l’Ania, per quel ramo assicurativo, ci rimettono.
“Ma a chi vogliono darla a bere” commenta il Presidente regionale dell’Adoc, Pino Salamon, il quale prosegue affermando che “ci siamo sentiti in dovere di denunciare il misfatto all’Isvap, il quale ha accusato le compagnie assicurative di mantenere i premi dell’RcAuto troppo alti”.
E pensare – ricordano ancora all’Adoc Puglia - che alcune settimane fa, a Bari, gli agenti di assicurazione hanno presentato una campagna di sensibilizzazione denominata “stupidi furbetti” per ricordare i vari metodi con cui si cerca di truffare le compagnie. Ma se l’iniziativa ha trovato il consenso dell’Associazione perché ha inteso richiamare l’attenzione sugli incidenti simulati, del malcostume contagioso di chi pretende di richiedere risarcimenti inesistenti, magari con la complicità di professionisti senza scrupoli, la stessa Associazione pensa che i promotori “devono farsi un esame di coscienza e non scaricare, come in genere accade, le colpe solo e sempre sugli altri: ci deve essere qualcuno che deve dare l’esempio, educare”.
“E questi esempi non devono partire dall’alto, da un livello superiore, da chi detiene una responsabilità?”, si chiede Salamon; il quale conclude sostenendo: “Altrimenti vuol dire, come nel caso descritto, che si gioca un po’ tutti a fare gli stupidi furbetti. E questa sì che continuerebbe ad essere una cattiva lezione per il prossimo”.
 
Roberta Longo
Ufficio Stampa Adoc Puglia
 
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