Tempo di vacanze ma non per l’Adoc che, per il sesto anno consecutivo, resta in allerta per consigliare, assistere e tutelare i cittadini in partenza per le vacanze. Quindi, se una struttura ricettiva non corrisponde a quanto descritto sull’opuscolo o visionato sul sito, o se una compagnia aerea annulla il volo, o peggio, per ragioni diverse si deve rinunciare a partire, oppure se qualche ristoratore canaglia, di quelli che si improvvisano tali e che attendono la bella stagione per speculare sui turisti o un costume da bagno costa il doppio che in città, anche quando si è in piena stagione di saldi, “questi esempi corrispondono ai disagi in cui si può incorrere”, afferma Giulia Procino, dell’ufficio legale dell’Adoc Puglia che aggiunge: “Ed è proprio in questi casi che non bisogna lasciarsi sopraffare dalla rassegnazione, ma reagire, dare fiato alla propria voce; e, in ogni caso, rivolgersi all’Adoc che può supportare i consumatori con consigli, suggerimenti”.

E l’Associazione dei consumatori pugliesi, per tale scopo, ha riattivato il numero di telefonia mobile, il 333.786 05 05, per tutto il mese di agosto, dalle ore 10:00 alle ore 18:00, domeniche comprese, e al quale ci si può rivolgere da tutta Italia per reperire le informazioni necessarie ed evitare sofferenze, o soprusi, prima, durante e dopo l’acquisto di un semplice pernottamento in B&B o di un volo di linea o low cost.

Ma le informazioni da reperire, le notizie utili per viaggiare, sono a getto continuo. Basti alla trappola delle Ztl.
“Se pensate di andare in vacanza in Italia, nelle città d’arte – fa notare Pino Salamon, il Presidente regionale dell’Adoc, rivolgendosi agli automobilisti -, pensateci attentamente
perché potreste incorrere nelle zone a traffico limitato, aree vietate alle auto non autorizzate, ma difficilmente comprensibili ai turisti o a chi non risiede in città come Roma, Firenze, ecc. E più volte si viola l’accesso, anche in uno stesso giorno, più volte si paga”.
La stessa assenza dei vigili, ovvero l’impossibilità di chiedere informazioni, provocano un sistema alquanto perverso sulla decisione di selezionare il traffico cittadino. Naturalmente, l’automobilista sa di aver commesso l’infrazione solo quando giunge la notifica della violazione a casa.
Allora, un consiglio. Per esempio, a Roma non è la polizia municipale a dover sapere il motivo per cui si intende transitare e per quanto tempo, ma l’Atac. Pertanto, è indispensabile informarsi prima sul referente al quale far giungere la comunicazione.
In sostanza, l’Adoc non abbandonerà a se stesso il consumatore e sarà sempre pronta ad essere di aiuto, o a fornire un indirizzo, una indicazione utile. E, se necessario, disponibili anche ad assistere ed intervenire.
Un altro pensiero è rivolto agli anziani soli in città. Immaginate, per esempio, coloro che si spacciano come venditori di energia elettrica per l’introduzione della tariffa bioraria, e per la qual cosa non serve nessuna firma, in quanto obbligatoria. Ma se sottoscrivono un
 
 
modulo, si ritroverebbero con il passaggio al mercato libero, con le conseguenze del caso per la rescissione.
Ma all’Adoc, durante il mese di agosto vogliono sapere dai turisti, dai villeggianti quali servizi mettono a disposizione gli agriturismo per poter definire un sistema di classificazione delle loro attività. O anche cosa accade sulle spiagge, e non solo per i prezzi degli ombrelloni e dei lettini, ma anche delle bibite e spuntini e se i gestori lasciano
liberi i fatidici cinque metri della battigia previsti dalla normativa nazionale per il passaggio dei bagnanti.
In questi ultimi giorni, nella sede dell’Adoc Puglia, si sovrappongono le denunce e le segnalazioni dei cittadini per i disservizi praticati da Trenitalia: sia per i treni a lunga percorrenza, sia per le tratte regionali.
Per i primi, ormai, i minuti di ritardo accumulati sono, in media, trenta, con punte anche di 120’. Tant’è che per poter chiedere un rimborso pari al 25%, il viaggiatore deve aspettare che il treno superi un ritardo minimo di 60 minuti; mentre per un rimborso del 50% il ritardo deve superare 120 minuti. E il tutto, per un rimborso vincolato all’utilizzo degli stessi servizi entro sei mesi.
Come dire: tornare sul luogo della disfatta.
Per i secondi, invece, torneremo a parlarne tra un mese, quando comprenderemo in che percentuale inciderà la manovra economica del Governo nazionale sui treni pendolari visti i tagli che saranno praticati nei confronti degli Enti regionali e locali.
“Ma non assolviamo al nostro ruolo – precisano all’Adoc - se non forniamo altre informazioni inerenti gli inconvenienti in cui incappano i turisti. Uno di questi riguarda il caso del tour operator “I viaggi del ventaglio”, che segue le 4.500 vittime dell’altro tour operator “TodoMondo” i quali, rivoltisi al fondo nazionale per i pacchetti turistici, lo hanno trovato prosciugato.
Sono in molti a fare affidamento su questo fondo alimentato dal 2% delle polizze assicurative per tutelare i consumatori in caso di annullamento dei pacchetti turistici. Tuttavia, a quanto si sa, la dotazione iscritta in bilancio è pari a € 250mila euro circa ed è difficile conoscere l’uso del fondo per il quale si lamentano pure gli operatori turistici.
E di lamentele sono intasati i nostri telefoni perché capita, e non raramente, che compagnie aeree lasciano a terra i passeggeri che avevano prenotato o di agenzie di viaggio che con la scusa del cambio valuta (dollaro-euro) ci aggiungono dell’altro.
Insomma, bisogna stare attenti ad una serie di insidie, di accattivanti promesse che, da un momento all’altro, possono trasformarsi in trappole dalle quali è difficile districarsi. E allora, in casi estremi o meno estremi, chiedere come comportarsi, con azioni mirate e tempestive può ripristinare quella garanzia dei diritti che qualcun altro intende sottrarre.
In più, al cellulare, ogni consumatore può segnalare disguidi, abusi, micro e macro tentativi di speculazione, un disservizio di vario genere e natura. In questo, il consumatore contribuirà a leggere e ad interpretare meglio come si è trascorsa la stagione estiva 2010.
L’iniziativa dell’Adoc Puglia, si inserisce nell’attuazione del programma generale 2009/10 promosso dalla Regione Puglia in ordine all’intervento “Tutela giuridica”.
 
Roberta Longo
Ufficio Stampa Adoc Puglia
 
 
 
 
Fuori sacco
In questi ultimi giorni, i collaboratori dell’Adoc hanno condotto una indagine mettendo a confronto le guide del 2009 e 2010 edite da una associazione turistica riconosciuta a livello nazionale. Dal monitoraggio si scopre che la città di Foggia ha registrato il picco più alto di rincaro, tanto che un albergo ha raggiunto il tetto del 75% di aumento per una camera doppia, in un 4 stelle, in alta stagione.
Segue Bari che, sempre per un quattro stelle, un hotel chiede il 23% in più della passata stagione, Lecce con il 15% e Barletta con il 5%. Brindisi invece risulta stabile, mentre Taranto registra una diminuzione del 17% (percentuale più evidente).
Pertanto, la media 2010 degli alberghi a 4 stelle dei sei capoluoghi pugliesi ha subito un incrementato del 16,7% rispetto al 2009.
Notizie confortanti per gli alberghi a 4 stelle nelle località turistiche, sempre in alta stagione.
E’ in provincia di Foggia, a Peschici per l’esattezza, che l’Adoc regionale ha rilevato il prezzo medio più basso di un albergo: ovvero, un 18% in meno rispetto al 2009. Segue Castellaneta, con un’altra struttura che decrementa di un 14%. In controtendenza le province di Bari, Brindisi e Lecce, dove gli aumenti si aggirano intorno al 5%; stabile la nuova provincia della Bat.
Al tirar delle somme, la media dei prezzi praticati dagli hotel a 4 stelle nelle sei province della Puglia, risulta essere inferiore di un meno 2,9% rispetto alla passata stagione.
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