Da 800 lire a 0,80 euro l’aumento medio di una tazzina di caffè al bar nel giro di sei anni. “Non poteva essere diversamente e siamo soddisfatti del lancio dell’iniziativa della Fipe che fissa i prezzi delle consumazioni nei bar di tutta Italia per i prossimi quattro mesi”, afferma Pino Salamon, Presidente regionale dell’Adoc che ritiene sia “un primo importante passo verso un possibile accordo tra i consumatori e i commercianti”.

Dal 1° novembre, dunque, prezzi stabili per cornetti, aperitivi e consumazioni veloci per cercare di arginare la crisi che attanaglia i bar e i punti di ristoro adibiti a piccoli e fugaci pasti all’ora di pranzo che hanno registrato un calo del 20% delle vendite; provocato anche dal sistema dei buoni pasto che subiscono ripercussioni sia per le discutibili aste al ribasso, sia per un mancato adeguamento alla defiscalizzazione dei loro importi.

La crisi dei listini dei bar – precisa Salamon -, è equiparabile a quella delle borse: in calo. E noi dell’Adoc speriamo che questa soluzione postuma da un lato, tuteli i piccoli esercizi e dall’altra, incentivi quanti, un tempo, consumavano birra e panino con relativa calma, seduti all’aria aperta”.

Un prezzo da amico” quindi, ma che non si limiti alla sola tazzina del caffè, per la qual cosa l’Adoc vigilerà sull’attuazione della campagna segnalando i meno e i più virtuosi esercizi, con la speranza che sia da stimolo per altri settori merceologici.

Infatti, il timore della stretta creditizia e l’aria di recessione non fa presagire una ripresa dei consumi anche nel settore non alimentare.

Allora, a detta dell’Associazione regionale dei consumatori pugliesi, poiché i consumatori non hanno soldi in quantità, non ci sono speranze di ripresa se non si provoca una scossa. E cosa, secondo l’Adoc Puglia, può provocare una situazione simile? “Anticipare i saldi fin da subito. Questa la scelta a disposizione dei commercianti che stimano una riduzione dei consumi dell’1 per cento”, dichiara Pino Salamon”.

L’Associazione, a differenza dello scorso Natale, presume che non saranno in pochi, tra grande distribuzione organizzata ed esercizi di vicinato, a proporre sconti, seppure in un angolo, un po’ nascosti. E il perché lo si intuisce dalla minore disponibilità del ceto medio che non può permettersi più di un desiderio, eliminando tutto il superfluo possibile, più che in passato.

E’ logico – dichiara ancora il Presidente dell’Adoc Puglia -, che i commercianti concordino con i sindacati nel chiedere la detassazione della tredicesima del 2008. Pertanto, per conquistare i consumatori bisognerà abbassare i prezzi, come prevedono di fare in Gran Bretagna dal 1° novembre prossimo”.

Anche i panettoni subiranno la stessa sorte, al pari del settore alimentare il quale non rientra più tra gli acquisti indispensabili dei consumatori, neanche in prossimità delle festività di fine anno; se non per qualche prodotto della tradizione locale.



Ufficio Comunicazione Adoc Puglia

Roberta Longo

 

 

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