Dopo un periodo di sconti, di prezzi ribassati, e in alcuni casi di promozioni, oggi ha avuto inizio ufficialmente la stagione dei saldi invernali. Che, come ogni anno, prende l’avvio con qualche giorno di anticipo rispetto al precedente.

Un copione fuori moda, scritto e voluto dalle sole associazioni di categoria, in questo caso. A chi è giovato attendere il 3 gennaio?!”, si chiede Pino Salamon, presidente dell’Adoc Puglia.

Infatti, dopo il “flop” delle festività di fine anno, i commercianti sperano di rifarsi del calo delle vendite registrato durante il periodo delle festività di fine anno, presentando vetrine in allestimento o con cartelli informativi circa l’orario continuato che il punto vendita osserverà in occasione dei saldi.

E’ evidente – afferma Valeria Massari, dell’Adoc Puglia - che la data del 3 gennaio è solo indicativa e segna formalmente l’inizio dei saldi; atteso che la vendita a prezzi ribassati è già iniziata da giorni. Sono state numerose le segnalazioni pervenute alla nostra Associazione da parte di cittadini “raggiunti” da sms e di outlet che annunciano sconti vantaggiosi a partire dal 30 dicembre, nonché di sconti applicati sulla merce qualche giorno prima, e più apertamente, dopo il 25 dicembre”.

Ad ogni buon conto, l’Associazione dei consumatori pugliesi vigilerà sulle eventuali irregolarità, per il rispetto della normativa, come il decalogo indicato con l’iniziativa “saldi chiari”, a cui quest’anno ci si augura aderiscano molti commercianti in più delle edizioni precedenti, e consistente nell’impegno delle pattuizioni in materia.

Ma l’avvento dei saldi, certamente atteso da migliaia di cittadini, che quest’anno non sembrano siano colti da “follie” per la “frenesia da saldo”, come per gli anni passati, hanno dalla loro una riduzione del potere di acquisto che ha diminuito drasticamente le loro possibilità di effettuare gli acquisti.

Allora, mai come quest’anno, “in considerazione della crisi e dei pochi soldi a disposizione, l’Adoc chiede la massima trasparenza e serietà all’intera categoria dei commercianti. In quanto, a fronte di un preventivato aumento del 3-5% dei consumatori che utilizzeranno il periodo dei saldi – afferma Valeria Massari – ci sarà una riduzione della spesa pro capite, dovuta anche alla mancata detassazione della tredicesima che, laddove ancora a disposizione del cittadino, risulta davvero ridotta all’osso”.

L’Associazione dei consumatori Adoc rilancia decisamente l’invito a liberalizzare i saldi, consentendo ai commerciati di poter determinare la data d’inizio delle svendite o delle promozioni, “e ciò – precisa Pino Salamon – gioverebbe certamente ai commerciati e agli stessi consumatori”.


 

Roberta Longo

Ufficio Stampa e comunicazioni Adoc Puglia


 

 

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