In riferimento all’attivazione di nuovi servizi per fronteggiare situazioni di emergenza, come dichiarato dalla Società Monteco nella città di Brindisi, l’Adoc ritiene effettuare alcune considerazioni. Infatti, l’associazione dei consumatori non comprende a quale emergenze si fa riferimento visto che per mesi, in uno con l’amministrazione comunale, si è dichiarato che tutto procede nella normalità. “Non vorremmo – dichiara il presidente Zippo -, che dietro il termine emergenze, si celino solo ulteriori oneri per le tasche dei contribuenti brindisini, senza migliore il livello della qualità e quantità dei servizi resi. E se i nostri dubbi avessero un minimo di fondamento ci chiediamo quale sia il costo dell’operazione”.

 

 

Infatti, se si entra nel dettaglio non si riusce a capire come si può attivare un servizio denominato “SOS rifiuti” utilizzando cinque squadre operative, nonostante, come tutti sanno, in questi giorni c’è una forte riduzione di personale per motivi diversi, tra cui i provvedimenti disciplinari, oltre a ferie, ecc. A ciò si aggiunge che la stessa società ha escluso l’utilizzo di personale esterno in risposta alla pressante richiesta di lavoro proveniente dai disoccupati.

Alla luce di quanto sopra, il timore dell’Adoc di Brindisi è che altri servizi vengano sacrificati sul territorio comunale a discapito di nuovi di cui non comprendiamo la finalità. “Un gioco delle tre carte a cui,  sinceramente, non intendiamo partecipare” fa presente Zippo.

A questo punto si chiedono controlli mirati di chi ha il compito di verificare l’attività dell’azienda. Più volte, in passato, l’Adoc ha sollecitato l’amministrazione comunale a predisporre un piano che preveda incrementi della frequenza di raccolta dell’umido, specie nei mesi estivi, e la riformulazione degli orari di raccolta per i materiali riciclabili nel turno notturno. Richieste a cui sono seguiti solo silenzi e dinieghi che, con l’attivazione di nuovi servizi, appaiano più come volontà politica che per oggettive difficoltà organizzative ed economiche. Nella prospettiva del nuovo capitolato di appalto, l’Adoc chiede che si apra un confronto anche con le associazioni dei consumatori per garantite ai cittadini qualità, efficienza e trasparenza del servizio reso.

Per concludere un cenno alla raccolta differenziata che l’amministrazione intende promuovere nelle località balneari le quali, oltre ad essere tardive, mortificano quanti, pur volendo effettuare la differenziata, sono impossibilitati per mancanza di centri di raccolta lungo tutto il litorale, in particolare nelle zone abitate. Sono migliaia i cittadini che, pur pagando la Tarsu, non hanno servizi, “ma, forse, conclude la nota dell’Adoc di Brindisi -, pretendiamo troppo vista la situazione in cui versa l’intera città!”

 

A cura dell’Adoc di Brindisi

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