La notizia degli atti vandalici perpretati ai danni della scuola media “Kennedy” e dell’infanzia “Maria Boschetti Alberti”, al rione “Casale” di Brindisi, lascia sgomenta, ma non impreparata, l’associazione dei consumatori di Brindisi, l’Adoc. Da settimane l’associazione aveva ufficialmente denunciato lo stato di abbandono di alcune scuole pubbliche presenti sul territorio comunale, richiamando gli organi di controllo, e la stessa amministrazione, a vigilare in prospettiva dell’anno scolastico; comunque, per non vanificare importanti lavori di riqualificazione realizzati in questi anni. Purtroppo si è costretti a commentare l’ennesimo atto delinquenziale verso importanti strutture per la cittadinanza.

 

L’impressione dell’Adoc è quella che in città, da troppo tempo, c’è un rigurgito di illegalità diffusa che interessa diversi aspetti della vita quotidiana cittadina. Segnali che si percepiscono senza difficoltà e che si traducono sia in piccoli gesti così come in episodi più gravi come quelli verificatesi nella giornata di ieri. La sensazione dell’Adoc brindisina è che sta per sfuggire il controllo del territorio; elemento, quest’ultimo, di una “delinquenza in erba” utilizzata per diventare “grande”. Fenomeni che vanno prontamente arginati e condannati.

L’Adoc confida nell’operato delle forze dell’ordine affinché vengano identificati i responsabili di tali atti perché qualcuno si faccia carico, non solo dei danni economici, ma anche di quelli sociali che tali fenomeni comportano per la società. Alle istituzioni l’Associazione chiede un momento di riflessione sul degrado sociale in cui versano fasce sempre più consistenti della comunità affinché si ponga rimedio attraverso misure adeguate finalizzate all’inclusione e al recupero.

  

A cura dell’Adoc Brindisi

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