Questa la considerazione dell’Adoc Puglia al termine del servizio telefonico “pronto intervento turista” al quale sono giunte proteste, reclami, dissavventure e imprecazioni durante l’intero mese di agosto 2011

 

Disattivato il numero di telefonia mobile 333.786.05.05, corrispondente al servizio di pronto intervento dedicato ai turisti (pit), in particolare, l’Adoc Puglia tira le somme di una stagione che l’Associazione dei consumatori pugliesi ricorderà come “l’estate dell’illusione e dell’evasione”.

“Dell’illusione – dichiara il Presidente regionale, Pino Salamon -, perché con la manovra varata dal Governo centrale ai primi di luglio, tutti immaginavamo che i sacrifici richiesti bastavano e avanzavano per il 2011. E quindi, chi disponeva di qualche altro soldo graziato dai tagli, poteva trascorrere alcuni giorni di vacanza e svago, di evadere dai problemi quotidiani, serenamente”.

 

 

Ma nemmeno il tempo di giungere a destinazione, ai referenti dell’Adoc regionale incollati al cellulare giungevano le chiamate dei turisti che, “con un tono di voce sofferente facevano presagire le proprie difficoltà e i disagi di una condizione vivibile incerta o inaccettabile; capaci quindi di intestardirsi pure in liti condominiali, di cortile, o scontrosi per l’alto volume della musica proveniente da una sala da ballo all’aperto, ubicata nei pressi della propria residenza estiva, ma anche intolleranti per molto meno”, sostiene Aida Viti, dell’Ufficio legale dell’associazione.  

Quindi, non solo il turista è stato spettatore di un Governo che ha dovuto rivedere i conti dello Stato e proporre una manovra tripla, ovvero la messa in preventivo di un’altra riduzione delle disponibilità finanziarie dei consumatori che a maggior ragione si sono lamentati della speculazione, dei prezzi eccessivamente alti dei prodotti alimentari, dei ristoranti; mentre altri hanno riferito la carente professionalità del personale in servizio presso alcune strutture ricettive del Gargano come del Salento. Oppure segnalazioni per il degrado e la sporcizia che invadeva le spiagge di “pane e pomodoro”, a Bari, e quelle di Marina di Lesina e di Bisceglie, in particolare.

Da questo punto di vista, è stata una estate in cui le denunce sono state alquanto insolite, estese per settori e materie diverse, per la qual cosa i responsabili dei consumatori dell’Adoc sono stati prodighi di parole di incoraggiamento, utili a superare il disagio, lo sconforto momentaneo, oltre che a fornire suggerimenti per risolvere favorevolmente gli inconvenienti successivamente. Così come è avvenuto per le disavventure di quanti, organizzato un viaggio con un caicco, hanno dovuto subire le variazioni impartite (o imposte?) all’ultimo istante dal tour operator e quindi, costretti a partire con un giorno di ritardo; senza parlare della coppia di neo sposi che non ha trovato il bagaglio una volta giunta a destinazione.

Ancora peggio è capitato ad una famiglia che non è potuta partire in quanto il varco per l’imbarco veniva chiuso mentre stavano presentando la documentazione di rito; quindi, impedendogli l’accesso. A questa stessa famiglia, 24 ore dopo, è stato nuovamente negato l’imbarco perché la madre di una bambina minorenne non portava con sé il certificato rilasciato dalla Questura, anche se lo stesso certificato non è più obbligatorio tanto è vero che al terzo tentativo, il terzo giorno, la famiglia è potuta partire mettendo fine alla propria odissea.

Ma il grido di dolore più assordante giunto alle orecchie dei professionisti dell’Adoc nel mese di agosto, è stato il senso di impotenza espresso dai tanti vacanzieri e cittadini che hanno segnalato il mancato rilascio di scontrini, ricevute fiscali e fatture.

“Più che denunce – afferma Salamon -, a noi dell’Adoc sono sembrate delle vere imprecazioni, richieste esplicite di intervento che giriamo immediatamente alla Guardia di Finanza per provare a mettere fine ad un comportamento odioso, scorretto, sleale, incivile”.  

Dall’insieme di questi episodi, l’idea dell’Adoc di dover considerare l’estate 2011, la stagione dell’illusione e dell’evasione. Ovvero, l’illusione di non ricevere ulteriori stangate economiche, quindi di evitare una ulteriore perdita secca del potere d’acquisto che così non è, e dell’evasione riferita, non a quella spensierata, legata ad un periodo di meritato riposo, bensì all’evasione più conveniente praticata da altri cittadini, da coloro che ritengono di essere furbi perché non pagano le tasse, non rilasciano fatture e scontrini e “contro i quali – conclude Salamon - il Governo non riesce a fare breccia in nessun modo per la mancanza di una precisa volontà”.  

 

 

Roberta Longo

Dip.to Stampa Adoc Puglia

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