La domanda è d’obbligo”, sostengono all’Adoc Puglia perché il ritardo accumulato finora, undici mesi, “può riservare altre incomprensibili sorprese”.

E di sorprese, ricordano i referenti dell’Adoc regionale, “se ne contano più di una nella versione che dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio prossimo”.

Infatti, un primo emendamento ha tolto alle associazioni dei consumatori l’esclusiva nel promuovere le azioni collettive prevista nella prima versione della legge. Mentre, un secondo aspetto riguarda l’individuazione dei tribunali competenti, quindi abilitati e che non si comprende perché debbano essere solo undici su venti regioni d’Italia.

Bari, ad esempio, è ricompressa e si occuperà di tutte le istanze presentate sull’intero territorio regionale”, conferma l’associazione dei consumatori pugliese. “Ed è lo stesso tribunale che dovrà verificare i requisiti di ammissibilità avvalendosi, solo nella fase di valutazione, del pubblico ministero al quale va notificata una copia della domanda”, precisa Anna Paparella, dell’Ufficio Legale dell’Adoc regionale.

Quindi, ci si potrà trovare di fronte a casi di inammissibilità, perché non sussistono i presupposti per curare adeguatamente la “classe dei consumatori” (in questo caso si può anche condannare i proponenti a risarcire eventuali danni all’impresa). Viceversa, l’azione può essere ammessa per legittimità; conseguenza che permetterà ad altri consumatori di aderire entro 120 giorni dalla pubblicazione della richiesta.

I settori sui quali si potrà intervenire con azioni collettive sono i più frequenti, e cioè: i contratti dei servizi bancari, assicurativi, telefonici o, in genere, quelli di fornitura. Oppure, per i prodotti di consumo difettosi o pericolosi, quindi senza l’esistenza di un contratto; al pari delle pratiche commerciali scorrette per comportamenti anticoncorrenziali.

Insieme a questi paletti – fa notare Cinzia Ligustro, anch’essa dell’Ufficio Legale dell’Adoc Puglia – vi sono altri due limiti che sottraggono all’Adoc la possibilità di ricorrere ad azioni già avviate dal 1° luglio scorso (in testa, Cirio, Giacomelli, Parmalat, bond argentini e altri) o la mancata corresponsione di danaro, a carattere risarcitorio, da parte della pubblica amministrazione per la quale, l’emendamento apportato al nuovo testo ha un valore simbolico, uno strumento per mettere sotto pressione la stessa amministrazione pubblica e costringerla a rispettare determinati standard di qualità ed efficienza”.

In ogni caso, l’Adoc è pronta per avviare azioni collettive che la sede nazionale coordinerà e che saranno intraprese con i legali disponibili sull’intero territorio nazionale. Attraverso il proprio sito, www.adoc.org o l’invio di e-mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , si potranno leggere tutti gli aggiornamenti per aderire in tempo utile secondo le modalità che di volta in volta saranno comunicate.


 

Roberta Longo

Ufficio Stampa Adoc Puglia

 

Bookmark and Share