Con il 2009 pensavamo di fare un passo avanti mentre, da oggi, se ne fanno due indietro”. Questo il commento del presidente dell’Adoc Puglia, Pino Salamon, appresa la notizia dell’avvenuta autorizzazione alle telefonate commerciali indesiderate e lo slittamento della class action con il decreto “milleproroghe” approvato dal Senato, su proposta del Governo.

Non se ne può più – fanno sapere dalla sede regionale dell’associazione dei consumatori pugliesi - perché proseguiranno assensi pronunciati per sfinimento o raccolti solo da operatori, per esempio, che collaborano con le aziende di telecomunicazioni, continueranno a giungere telefonate da numeri riservati o privati anche negli orari meno opportuni, o di sabato, se non anche la domenica, e non si saprà mai, o quasi, chi parla dall’altro capo del telefono … Davvero: uno stillicidio, un abuso insopportabile”.

Per l’Adoc Puglia, autorizzare questo sistema di commercializzazione di un prodotto vuol dire anche non permettere al consumatore di avere il tempo di leggere le condizioni contrattuali perché, nel contempo, si attiva un servizio di telecomunicazioni o gli viene già imballato e spedito il prodotto a casa, con le conseguenti lungaggini e ulteriori spese da sostenere per recedere o restituire la merce.

Insomma – prosegue Salamon -, un Governo che non si rende conto di come si complica la vita di un soggetto o di una famiglia, o di una stessa azienda finché tutto non torna alla normalità”.

Senza calcolare, precisa l’Adoc Puglia, “della conseguente violazione al diritto della riservatezza, di una profonda lesione procurata alla privacy”.

Sulla seconda vicenda, quello dello slittamento della class action, l’Adoc regionale ha sempre immaginato che si sarebbero approvate proroghe, almeno “fino a quando le stesse non verranno modificate, e quindi rese inefficaci, o senza conseguenze, e non permettere ai consumatori di potersi difendere collettivamente”.


 


 

Roberta Longo

Ufficio Comunicazione e Stampa Adoc Puglia

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