Il piano rifiuti sempre più in alto mare

L’Adoc di Brindisi chiede all’amministrazione di promuovere un confronto per ovviare a tutte le carenze registrate sinora

 

Mentre il Ministero dell’Ambiente sente la necessità di avviare una campagna di sensibilizzazione e di ascolto denominata “failadifferenza” mettendo a disposizione dei cittadini una e-mail per segnalare le criticità presenti nel territorio di appartenenza, la Regione Puglia non resta a guardare e vara un disegno di legge per la gestione dei servizi pubblici locali legati al ciclo dei rifiuti. Qualcosa sembra si muova nel settore anche se, almeno ad ascoltare le dichiarazioni dell’assessore regionale l’Adoc di Brindisi ritiene ci saranno margini per ulteriori problematiche; non ultima il venir meno del monitoraggio locale del livello di qualità dei servizi resi all’utenza.

 

Ma questo sarà oggetto di maggiori approfondimenti quando e se si aprirà un confronto con le nostre strutture regionali. Intanto, a livello locale persiste lo stato di incuria ed abbandono sul fronte dell’igiene e del decoro urbano: un dato reso ancor più preoccupante in vista del blocco delle attività annunciato dalle organizzazioni sindacali del settore per il giorno 3 luglio, ma non solo. Più volte, in questi anni, abbiamo denunciato situazioni al limite, per non dire anomale, sia dal punto di vista dello svolgimento del servizio che dal punto di vista delle relazioni, tra impresa amministrazione e cittadini; purtroppo nulla è cambiato e niente di buono lascia presagire il futuro, se è vero com’è vero che il tema in questione, pur rappresentando una priorità per qualsiasi amministrazione normale, per le ripercussioni che può determinare dal punto di vista igienico – ambientale, economico e amministrativo, oltre che legale, per il territorio viene trascurato rasentando l’emergenza e scaricando ancora una volta costi e disservizi sui cittadini. Parlare oggi di programmazione, di inversione di rotta rispetto al passato, è difficile alla luce di quanto continua a verificarsi. I quartieri sono in stato abbandono, le aree mercatali sono discariche, i residui servizi resi non tengono conto delle esigenze della città e mancano persino le ordinanze di regolamentazione, come nel caso di S. Elia. Se a ciò aggiungiamo l’insostenibilità dell’onere a carico dei cittadini, il quadro risulta quasi completo. Affermiamo ciò sulla base di dati oggettivamente rilevabili sul fronte economico. Basti pensare ai mancati introiti per il conferimento dei rifiuti nella discarica comunale, alle passività economiche relative a manutenzione e sorveglianza degli impianti per il trattamento dei rifiuti, ai pagamenti extra capitolato alla Monteco, ai contenziosi giudiziari, all’evasione della tarsu e non ultimo per importanza l’affidamento del servizio di igiene urbana e raccolta differenziata attraverso ordinanze e proroghe facendo venir meno il principio della libera concorrenza con benefici in termini di efficienza del servizio e di minori costi per lo svolgimento dello stesso. Risorse sperperate, frutto di gravi e colpevoli inadempienze che non sta a noi individuare e che potevano essere utilizzate per sgravare economicamente le famiglie, per fornire servizi aggiuntivi senza rincorrere livelli di qualità che sono sotto gli standard. All’attuale amministrazione l’Associazione dei consumatori di Brindisi chiede di rompere il silenzio e di attivarsi nell’immediato per scongiurare ulteriori disagi per i cittadini. C’è bisogno di un’inversione di rotta e di un  segnale chiaro che metta al centro dell’azione amministrativa il cittadino – utente lasciato spesso e volentieri ai margini, forse volutamente, strumentalizzato quando si sono dovute coprire le carenze del servizio e colpevolizzato per giustificare ulteriori pretese e consequenziali riconoscimenti economici. Su quest’ultimo punto l’amministrazione comunale faccia chiarezza e si esprima ufficialmente sulla presunta richiesta avanzata dalla società Monteco per un importo di circa due milioni di euro relativi a servizi resi per comportamenti irregolari assunti dall’utenza. Se si dovesse avere riscontro positivo a tale notizia l’Adoc preannuncia che attiverà ogni azione necessaria a tutela dei contribuenti nelle sedi competenti, sperando che l’amministrazione faccia altrettanto attraverso le azioni di tutela e la costituzione di una commissione di indagine interna che accerti quanto avvenuto. L’auspicio è che si torni quanto prima alla normalità. Intanto, alla luce della predisposizione del disegno di legge sulla gestione dei servizi pubblici locali legati al ciclo dei rifiuti si chiede che venga predisposto il bando di gara per l’affidamento del servizio, eventualmente di valutare una gestione transitoria diretta, se i tempi non lo consentono, e di attivare un confronto per rispondere alle richieste dell’utenza. L’Adoc da sempre impegnata su questi temi è disponibile a dare il proprio contributo per il bene della città.

 

Brindisi, 26 Giugno 2012

 

A cura dell’ UFFICIO STAMPA ADOC Brindisi   

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