Incominciano ad essere numerose le proposte con le quali il Governo intende correggere normative in vigore per vararne altre tutt’altro che favorevoli ai consumatori. Hanno incominciato con il procrastinare l’entrata in vigore della difesa dell’azione collettiva (la cosiddetta class action) e stanno proseguono con il tentativo di sconvolgere le leggi che solo due anni fa sono entrate in vigore per regolare, seppur parzialmente, la libera concorrenza”.

A richiamare l’attenzione sulle intenzioni di contrastare i diritti dei consumatori è l’Adoc Puglia nell’apprendere gli emendamenti avanzati da alcuni esponenti del Governo “più propenso a perseverare, conservare, privilegiare, grandi società, corporazioni e ordini professionali e non di agevolare norme coerenti ed efficaci per liberalizzare il mercato”, afferma Pino Salamon, il presidente dell’associazione regionale, il quale si chiede anche se, “per caso, stanno prendendo gusto a modificare, cinicamente, ogni regola già definita, con altre più sfavorevoli”.

A leggere i testi in discussione delle Commissioni interessate, si scopre che si intende abrogare il plurimandato degli agenti delle assicurazioni, i quali non potranno sottoporre ai consumatori un ventaglio di scelte tra le quali valutare la più conveniente. Oltre alla richiesta di cancellare la norma relativa alla facoltà di poter recedere annualmente anche da polizze pluriennali.

A queste, si aggiungono le proposte per i farmaci che porterebbero, di fatto, alla eliminazione delle parafarmacie con un danno economico per gli utenti.

Sostanzialmente – affermano all’Adoc Puglia -, significa: da un lato, vanificare la libertà e le tutele; dall’altro, ridurre drasticamente diritti, concorrenza e risparmi per i quali ci si è battuti per anni”.

Altra retromarcia del Governo è la restrizione imposta all’attività di noleggio con conducente inserito nel decreto “milleproroghe” (dovranno iniziare e terminare il servizio nella propria rimessa) che ridurrà notevolmente la concorrenza, assecondando gli interessi corporativi dei tassisti.

Per ritornare alla class action, infine, il dubbio sulla volontà del Governo di introdurre questo istituto a difesa dei cittadini è legittimo. E né convince, all’associazione, il pretesto di voler introdurre miglioramenti, mai resi noti ufficialmente, e che fa il paio con la scusa di voler estendere il diritto anche nei confronti della pubblica amministrazione.

Intanto – conclude Salamon -, per la class action, l’unica cosa certa in tutta questa manfrina, sembra quella dell’inesistenza di un risarcimento a favore degli utenti e dei cittadini”.


 

Roberta Longo

Ufficio Comunicazione e Stampa Adoc Puglia

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