Il prossimo 24 novembre, come da tradizione, numerosi siti di e-commerce  lanceranno sconti e super offerte. Le truffe però sono sempre dietro l’angolo. Una guida per consumatori consapevoli.(Articolo estratto da "Repubblica")

Ricorre sempre il primo venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento (quest’anno il 24 novembre) e negli Usa, dove questa tradizione è nata, coincide con l’inizio della stagione dello shopping natalizio. Quando cioè i libri contabili dei commercianti passavano dal colore rosso che tradizionalmente indica le perdite, al nero (il black appunto) dei guadagni. Oggi, che la contabilità fatta a mano non esiste più, il Black Friday è diventato un appuntamento popolare in tutto il mondo – Italia compresa – dedicato a chi desidera acquistare, soprattutto online, a prezzi scontati anche fino all’80%.

Solo nel nostro Paese l’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc, che ha preparato anche una guida) ha calcolato che questo evento coinvolgerà circa il 30% degli italiani e delle italiane, disposti a spendere per lo shopping un budget medio compreso tra i 250 e i 300 euro. Una cifra che andrà soprattutto in prodotti high-tech (70% degli acquisti), per la vendita dei quali è stata creata persino una giornata di sconti aggiuntiva: il Cyber Monday che quest’anno si svolgerà lunedì 27 novembre.

Ad attrarre i consumatori – che secondo le stime saranno il 5% in più dello scorso anno – sono inoltre il settore fashion e, secondo un’analisi condotta dalla piattaforma Black-Friday.sale, anche i prodotti beauty, benessere e il settore viaggi. Più in generale, si stima che le due giornate di shopping scontato muoveranno nel nostro Paese un giro d’affari che potrà superare i 75 milioni di euro.

Attenzione però: prezzi stracciati e sconti imperdibili possono non rivelarsi sempre così convenienti come sembrano a una prima occhiata. Dietro le offerte speciali potrebbero nascondersi, infatti, condizioni di vendita non perfettamente regolari o addirittura prezzi tutt’altro che ribassati. Inoltre, in generale, i consumatori che acquistano in rete dovrebbero sempre verificare di avere, come prevede la legge, gli stessi diritti di chi acquista in un negozio fisico. Per evitare sorprese abbiamo preparato un piccolo ripasso.
Tutte le informazioni in anticipo

Il Codice del Consumo prevede che chi acquista online, prima di essere vincolato da un contratto, debba ricevere un’informativa precontrattuale. In pratica si tratta di quelle informazioni che spesso non leggiamo con cura ma a cui diciamo sì mettendo la spunta su diciture come “Accetto le condizioni e i termini di servizio”.

 

Leggerle però sarebbe utile per evitare brutte sorprese al momento della consegna e per verificare se quel sito o quel fornitore da cui stiamo acquistando rispetta davvero la legge. Un’informativa precontrattuale corretta dovrebbe indicare:

·    caratteristiche principali dei beni e dei servizi che si sta per comprare;

·    identità del venditore e i suoi contatti;

·    il prezzo totale comprensivo delle imposte e delle spese di spedizione aggiuntive, se previste;

·    il costo del mezzo di comunicazione che viene utilizzato per la conclusione del contratto se la tariffa è diversa da quella di base;

·    le modalità di pagamento e di consegna e le relative date; l’informativa sul diritto di recesso e il relativo modulo tipo, esplicitando inoltre a carico di chi saranno i costi per la restituzione;

·    l’informazione dell’esistenza o meno di una garanzia di conformità dei beni;

·    la durata del contratto e i suoi termini di rinnovo se il prodotto o il servizio è soggetto a queste caratteristiche.


evoliScegliere con cura il metodo di pagamento. Chi è abituato ad acquistare online lo sa bene: nel corso degli ultimi anni sono aumentati i metodi di pagamento accettati e sono stati introdotti sistemi più sofisticati per evitare furti di dati e di denaro. Il rischio di brutte sorprese però continua a esistere, anche perché, di pari passo con il miglioramento dei metodi di pagamento, sono migliorati anche i modi per eludere questi controlli. In generale, secondo gli esperti, i metodi più sicuri sono il sistema PayPal (che permette di non condividere i dati con il destinatario del pagamento), le carte prepagate – che, a differenza delle carte di credito, hanno il vantaggio di dare al consumatore la possibilità di caricare solo il denaro necessario al pagamento - e il contrassegno, che però non è accettato da molti e-commerce. Meglio evitare invece i bonifici che non consentono il blocco o un’eventuale contestazione.


Indipendentemente dal mezzo di pagamento scelto, è buona norma conservare la documentazione (email, screenshot delle pagine del sito su cui si sta facendo l’acquisto). Si tratta di un’accortezza utile soprattutto quando una transazione si interrompe e non si ha la certezza che l’acquisto sia andato a buon fine. Stessa regola vale per gli estratti conto della carta di credito così da poter controllare eventuali spese sospette o non autorizzate.

Prezzo scontato o dinamico? Il suo nome può non suonare familiare ma chi ha acquistato, almeno una volta, biglietti aerei o qualche notte in albergo, potrebbe averci avuto a che fare senza saperlo. Il dynamic pricing (prezzo dinamico) è infatti una strategia di marketing piuttosto comune nella vendita di servizi di trasporto e di alloggio, e consiste nel mettere in vendita lo stesso prodotto a prezzi diversi sulla base di variabili che possono avere a che fare anche con le abitudini di acquisto del cliente.

Purtroppo non si tratta di un’eccezione. Secondo uno studio realizzato nel 2016 da Federprivacy si calcola, per esempio, che “un utente reputato dall’algoritmo di quel portate molto interessato ad un certo volo aereo, può visualizzare un prezzo più alto anche del 30% rispetto a un altro che visiona nel contempo il medesimo viaggio sullo stesso sito”. Come proteggersi quindi? Le associazioni dei consumatori e gli esperti di privacy consigliano di adottare una serie di misure come: cancellare frequentemente la cronologia di navigazione; bloccare il consenso all’utilizzo da parte di terzi dei cookies; preferire la navigazione in incognito; disabilitare la geolocalizzazione del proprio device; utilizzare un server proxy per navigare sugli e-commerce; utilizzare dispositivi diversi per connettersi; prima di acquistare fare delle verifiche con i siti che comparano i prezzi dei diversi store.

Attenzione all’imballaggio. Se lo sconto era reale, la transazione è andata a buon fine e il venditore si è rivelato affidabile, non resta che verificare che non ci siano stati danni durante il trasporto. Secondo la legge, chi si occupa della consegna (il cosiddetto vettore) è infatti responsabile “per i danni arrecati alle cose da trasportare, dal momento in cui le riceve sino al momento della consegna”, a meno che non dimostri che la perdita o i danni sono dovuti ad altre ragioni. Per questo motivo, al momento della consegna è sempre meglio controllare con attenzione l’aspetto degli imballaggi e verificare che siano integri. Se invece il pacco sembra danneggiato bisogna ricordarsi di segnalarlo nella bolla di accompagnamento spuntando l’opzione “Accettazione con riserva” o “Riserva di controllo pacco integro”, indicando il motivo.

Rimborsi e resi. Diritto di rimborso e di recesso valgono anche per gli acquisti online e possono essere esercitati dai consumatori prestando attenzione ad alcune regole. In caso di prodotti danneggiati, difettosi o semplicemente diversi da quelli acquistati, il reso deve essere fatto entro 30 giorni dal ritiro del pacco. Se il prodotto non può essere sostituito o riparato il venditore deve rimborsare tutte le spese sostenute dall’acquirente comprese le quelle di restituzione e di restituzione.

Nel caso, invece, del diritto di recesso, se previsto dalle condizioni di acquisto, il consumatore potrà – entro 14 giorni dall’arrivo dell’articolo – restituirlo senza alcuna spiegazione (il cosiddetto diritto di recesso ad nutum). Unica clausola: questa regola non vale per prodotti personalizzati e articoli che non possono essere resi per motivi igienici. Nel caso in cui il diritto di recesso non sia esplicitato nel contratto, è necessario inviare – sempre entro 14 giorni – una comunicazione scritta al venditore (raccomandata con avviso di ricevimento o un telegramma, email, fax ma solo se confermati da lettera raccomandata entro 48 ore) con i propri dati e l’intenzione di recedere. Il pagamento deve, in questi casi, essere restituito entro 30 giorni

 

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