Natale è alle porte ma già adesso sulle nostre tavole abbondano i dolci tipici natalizi come il pandoro, il panettone e il torrone.Ma sappiamo sceglierli con attenzione, evitando fregature o prodotti scadenti? Basta saper leggere le etichette!

 

Panettone

Tutti i panettoni, artigianali o industriali, devono essere obbligatoriamente fatti di:

  • farina,
  • zucchero,
  • uova fresche (tuorli: non meno del 4% del totale),
  • burro (non meno del 16% del totale),
  • uvetta e scorze di agrumi candite (non meno del 20% del totale),
  • lievito naturale costituito da pasta acida,
  • sale.

Per i prodotti artigianali i prezzi alti dipendono fondamentalmente dall’eccellenza e dalla elevata qualità delle materie prime utilizzate, hanno una freschezza maggiore e spesso sono prodotti con ricette esclusive, anche legate al territorio d’origine.

La produzione industriale italiana dei panettoni è ad ogni modo un vanto dell’industria italiana, utilizza prodotti di buona qualità e, giocando su economia di larga scale, riesce a tenere contenuti i prezzi.

Pandoro

La denominazione «Pandoro» è riservata al prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a tronco di cono con sezione a stella ottagonale e con superficie esterna non crostosa, una struttura soffice e setosa ad alveolatura minuta ed uniforme ed aroma caratteristico di burro e vaniglia.

Gli ingredienti obbligatori sono:

  • farina di frumento;
  • zucchero;
  • uova di gallina di categoria “A” (cioè uova fresche) o tuorlo d’uovo, o entrambi, in quantità tali da garantire non meno del 4% in tuorlo;
  • materia grassa butirrica (cioè burro), in quantità non inferiore al 20%;
  • lievito naturale costituito da pasta acida;
  • aromi di vaniglia o vanillina;

Torrone

Le principali varietà di torrone sono quello duro e quello morbido: la differenza fra le due è dovuta a diversi fattori. Innanzitutto il diverso grado di cottura dell’impasto: difatti nel torrone duro la cottura è solitamente prolungata nel tempo fino a giungere le 12 ore. Altrettanto importante è la composizione della ricetta ed il rapporto tra il miele e gli zuccheri.

Il torrone tenero, invece, ha una cottura che solitamente non supera le 2 ore; questo permette di avere un’umidità dell’impasto più alta e più tenero. I torroni si distinguono poi fra mandorlati e nocciolati.

Il torrone è riconosciuto come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. E’ quindi preferibile, se possibile, rivolgersi a produttori locali artigianali per acquistare torroni di qualità, Made in Italy e garantiti.

Frutta secca

Il tipo da preferire è quello con il guscio, naturale ed estremamente più efficace di un imballaggio industriale. Nel caso in cui si preferisse acquistare la frutta secca già sgusciata, la cosa migliore è preferire gli imballaggi sottovuoto, che assicurano al prodotto una maggiore e più prolungata freschezza; questo tipo di frutta secca però è più deperibile di quella col guscio, quindi è bene leggere con attenzione l’etichetta per assicurarsi che non ci sia una presenza eccessiva di antiossidanti e di conservanti, dannosi per la salute.

Gli additivi alimentari più utilizzati nel caso della frutta secca sono i solfiti, come l’anidride solforosa, che svolgono un’azione antimicrobica, e l’acido sorbico per proteggerla contro l’attacco di funghi: sostanze che potrebbero essere causa di fastidiose intolleranze o allergie.

 

Se si sceglie la frutta secca col guscio è bene controllare il fondo dell’imballaggio: se notate la presenza di piccole briciole non diverse dalla segatura vuol dire che la frutta potrebbe contenere qualche parassita.

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