Un materiale antico è diventato simbolo di modernità tanto che per 28 milioni di italiani non è sostituibile in utilizzi di vita decisivi. Le sue qualità più gettonate? Per i 35% degli italiani sono igiene e salute e per circa il 26% ecologia e riciclabilità. Stiamo parlando del vetro che, dopo un tempo in cui sembrava relegato ai margini da nuovi materiali artificiali, oggi è sulla frontiera più avanzata di stili di vita, modelli di consumo e sistemi valoriali. Il “Valore sociale di prodotti e attività dell’industria vetraria in Italia” (questo il titolo dell’indagine condotta dal Censis da cui sono tratti i dati riportati) si materializza in una pluralità di aspetti. Un materiale in grado di dare risposte efficaci, funzionali, credibili al crescente bisogno di sicurezza, soprattutto nell’alimentare, dei consumatori.

“L’indagine del Censis”, dichiara Marco Ravasi, presidente della sezione vetro cavo di Assovetro, “dimostra come oggi il vetro sia sulla frontiera più avanzata dell’innovazione e delle culture sociali e interpreti, meglio di altri materiali, il nostro tempo, diventando protagonista assoluto dei comportamenti, per i quali la sostenibilità è criterio d’elezione. Anche i numeri dimostrano questo crescente appeal del vetro: nei primi 10 mesi del 2017 la produzione di contenitori in vetro è aumentata del 2,05% rispetto allo stesso periodo del 2016”.

Sono i Millennials la classe di età che ha la visione più articolata delle proprietà del vetro, segnale del loro alto apprezzamento per il valore funzionale del vetro e, più ancora, della sua poliedricità. Il termine che più viene in mente ad un giovane nel pensare al vetro è ecologico, riciclabile (24,7%) a differenza delle altre classi di età che, invece, richiamano in primis igienico e salutare.

Per il 65% degli italiani, il vetro rappresenta il packaging più sicuro per il cibo, il 72% degli italiani per le bevande, il 51% lo reputa migliore per prevenire forme di contaminazioni del cibo. Guardando alle aree geografiche sono soprattutto gli abitanti del Nord-ovest ad essere convinti che il buon vino può stare solo in una bottiglia di vetro. Ad apprezzare vino, birra e profumi in vetro sono soprattutto gli anziani che si dimostrano portatori di culture sorprendentemente moderne, improntate a valori ecosocial; nel vetro leggono infatti un fattore di straordinaria rassicurazione di fronte al proliferare di microminacce quotidiane.

Il vetro, per le sue proprietà, è particolarmente in linea con le esigenze sociali attuali di riciclo e riutilizzo:dal vetro si ottengono efficacissimi prodotti usa, getta e ricicla al 100%. E nel 2018, secondo stime, il vetro raggiungerà l’obiettivo del 75% di riciclo cioè un tasso di riciclo pari a due terzi del totale del vetro messo in consumo. Il vetro si propone così come lo straordinario combustibile di una economia circolare in cui il riutilizzo eterno tutela l’ambiente, si adatta ai nuovi stili di vita, abbatte i costi di produzione generando continuamente vetro riciclato come nuova materia prima dagli utilizzi molteplici.

Lo dimostrano anche i dati relativi al consumo di vetro fatto dagli italiani. Nel complesso della Ue, il nostro Paese ha un consumo annuo di vetro procapite in valore è pari a 78,5 euro, superiore a quello dei tedeschi (75,6 euro procapite), dei francesi (64 euro), degli inglesi (58,5 euro), degli spagnoli (51,8 euro) e del valore medio dei paesi della Ue (68,8 euro). In particolare per gli imballaggi il consumo degli italiani uguale a 26,4 euro procapite è più alto di quello di altri paesi dell’Ue.

 

 

Articolo pubblicato da ”Agenzia Help Consumatori”

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