Negli ultimi 5 anni lo spreco delle famiglie si è ridotto del 6%, oggi si spreca in media il 7% della spesa alimentare, per un valore di circa 380 euro.

E’ stata definitivamente approvata la legge contro gli sprechi farmaceutici e alimentari attraverso la donazione e distribuzione per fini di solidarietà sociale. L’Adoc plaude all’iniziativa, in grado di dare il via a una vera e propria rivoluzione culturale.

 

“E’ un’ottima notizia l’approvazione, anche al Senato, della legge anti-sprechi, che sia il primo passo per una vera e propria rivoluzione culturale per il Paese, che coinvolga tutta la filiera agroalimentare, dal produttore al consumatore agli intermediari – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – siamo convinti infatti che per vincere la battaglia contro gli sprechi alimentari serva un radicale cambio di mentalità. Stiamo entrando finalmente nell’ottica che sprecare il cibo non è più sostenibile, sia a livello economico, etico e di tutela dell’ambiente. Ben vengano, quindi, disposizioni in merito all’uso dell’esubero delle produzioni e la loro destinazione agli indigenti, nonché all’incentivazione dello strumento della “family bag”, per cui siamo favorevolissimi, ma occorre anche puntare l’attenzione sulla necessità di adottare un cambiamento radicale nelle scelte di consumo e dello stile di vita. Le famiglie italiane, autonomamente, hanno già avviato un percorso di riduzione degli sprechi, ma devono essere incoraggiate e aiutate, al fine di ridurre ulteriormente gli sprechi. Negli ultimi 5 anni la percentuale di prodotti alimentari sprecati a casa da una famiglia è scesa del 6%, secondo le nostre stime. Ad oggi una famiglia spreca circa il 7% di quanto spende per la spesa alimentare. A fine anno il conto di quanto si è sprecato ammonta a poco più di 380 euro, quasi l’equivalente di un mese di spesa, considerando che una famiglia composta da due adulti e un bambino spende in media 457 euro al mese per il proprio fabbisogno alimentare. E’ un primo passo, ma serve la collaborazione di tutti i soggetti della filiera affinché si raggiunga l’obiettivo “zero sprechi”. L’Adoc, che della battaglia agli sprechi alimentari ne fa una ragione d’essere, è fin da oggi disponibile a fornire la sua collaborazione per ogni azione e iniziativa mirata alla riduzione degli sprechi.”

Cosa prevede la legge

L’obiettivo della norma è la riduzione degli sprechi per ciascuna delle fasi di produzione, trasformazione, distribuzione e somministrazione di prodotti alimentari, farmaceutici e di altri prodotti, favorendo il recupero e la donazione di tutte le eccedenze a fini di solidarietà sociale e promuovendo il riuso e il riciclo. Per eccedenze alimentari si intendono, ad esempio, gli alimenti invenduti per carenza di domanda o ritirati dalla vendita in quanto rimanenze di attività promozionali mentre gli alimenti recuperati sono per esempio quelli scartati dalla filiera agroalimentare per motivi commerciali/estetici o prossimi alla data di scadenza, nel rispetto rigoroso delle misure di conservazione. La norma favorisce anche il recupero e la donazione dei prodotti farmaceutici nonché la ricerca sul confezionamento dei prodotti alimentari per limitare gli sprechi e ridurre le eccedenze e i rifiuti.

Quali sono le modalità di donazione?

È consentita la cessione a titolo gratuito delle eccedenze di prodotti agricoli in campo o di allevamento idonei al consumo umano e animale: le fasi di raccolta o ritiro dei prodotti agricoli sono svolte sotto la responsabilità di chi le effettua e nel rispetto delle norme in materia di igiene e sicurezza alimentare. E’ possibile anche cedere le eccedenze alimentari anche «oltre il termine minimo di conservazione, purché siano garantite l’integrità dell’imballaggio primario e le idonee condizioni di conservazione» mentre i prodotti della panificazione invenduti o eccedenti, che non hanno bisogno di essere conservati in frigo, possono essere ceduti entro le 24 ore successive alla produzione anche da parte di supermercati, hotel o ristoranti. La legge prevede anche la cessione gratuita di prodotti alimentari in caso di confisca. La corretta conservazione dei prodotti alimentari è affidata alle organizzazioni che si curano di distribuirli.

Chi sono i soggetti interessati?

I soggetti che possono ritirare e distribuire le eccedenze sono le onlus e tutti gli enti privati non profit che «promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità».

VADEMECUM contro gli SPRECHI

  1. Comprare solo l’essenziale, preferendo la qualità alla quantità, meglio una tavola meno imbandita ma più saporita.
  2. Se hai avanzi nel frigo, cerca di riutilizzarli nella preparazione di altri piatti.
  3. Utilizza al meglio il congelatore, se ne possiedi uno: surgela i tuoi avanzi di cibo, potranno essere utilizzati come porzioni monoposto.
  4. Prova ad acquistare meno e più spesso ciò di cui hai bisogno.
  5. Gli avanzi, se in buone condizioni, possono essere donati alle Associazioni di assistenza per i più bisognosi.
  6. Al momento dell’acquisto evitare le offerte promozionali illusorie come i 3×2, in questo modo si acquista e si spende più del necessario.
  7. Riporre le verdure nella parte bassa del frigo per evitare che ammuffiscano. Per la frutta il metodo migliore di conservazione è a temperatura ambiente Mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende conservare più a lungo.
  8. Il pesce si può conservare in frigorifero, se fresco, per un paio di giorni al massimo, oppure può essere anche congelato. Deve essere sistemato in posizione intermedia nel frigo, opportunamente avvolto in pellicola trasparente o in contenitori chiusi. I molluschi devono essere riposti in un piano intermedio, in contenitori che ne garantiscano l’isolamento dagli altri cibi per evitare eventuali scambi di batteri
  9. Ridurre o moderare le porzioni da servire.
  10. Mangiare lentamente permette una migliore digestione e rende possibile gustare più portate

Bookmark and Share