La pelle è la nostra prima difesa verso il mondo che ci circonda ma è anche l’organo più esposto ai fattori ambientali, è quindi importante proteggerla. Soprattutto d’estate, stando sotto al sole.

 

Difatti, tra i fattori di rischio più importanti nell’insorgenza dei tumori cutanei e del melanoma vi è la sovraesposizione ai raggi solari (raggi UV).

 

Il rischio aumenta con il numero di scottature avvenute nel corso della vita, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza.

 

Tumori della pelle e melanoma cutaneo

I raggi del sole non sono l’unica causa di tumori della pelle e melanoma cutaneo, è importante prestare attenzione anche ad altri fattori di rischio.

 

La possibilità di sviluppare un melanoma è strettamente dipendente dall’interazione tra fattori di rischio genetico-costituzionali e ambientali.

 

Vengono riconosciuti quali cause che possono favorire lo sviluppo del melanoma in maniera indipendente e statisticamente significativa:

 

fototipo e pigmentazione cutanea: carnagione chiara, capelli e occhi chiari, presenza di lentiggini (fototipo 1-2). Le persone con fototipo 1-2 hanno un rischio di melanoma maggiore rispetto a quelle con pelle scura-olivastra e con occhi, capelli scuri-neri

 

familiarità: appartenere a una famiglia in cui si è verificato almeno un altro caso di melanoma. Il 10% dei pazienti affetti da melanoma riferisce almeno un altro caso nell’ambito della propria famiglia

numero dei nei: la presenza di numerosi nei, oltre 100, o la presenza di 5 o più nei atipici, cioè di diametro superiore a 6mm, bordo irregolare, colore variegato

aver già avuto in precedenza un melanoma: in questi casi la probabilità di sviluppare un secondo melanoma nell’arco della propria vita aumenta in maniera significativa

scottature solari durante l’infanzia e l’adolescenza

esposizioni intense ed intermittenti

presenza di un neo congenito gigante.

I fototipi

Il fototipo si ricava da caratteristiche somatiche come il colore degli occhi, dei capelli e della pelle e dalla capacità o meno di abbronzarsi o di scottarsi dopo l’esposizione ai raggi solari. Vengono identificati classicamente nella popolazione 6 fototipi.

 

Fototipo 1: capelli biondi o rossi, occhi chiari, carnagione molto chiara con efelidi, estremamente sensibile al sole, si scotta sempre e non si abbronza

 

Fototipo 2: capelli biondi o castano chiaro, occhi chiari, carnagione chiara, spesso con efelidi, sensibile al sole, si scotta con facilità e si abbronza con difficoltà

 

Fototipo 3: capelli castani, occhi chiari o marroni, carnagione bruno-chiara, può scottarsi ma si abbronza

 

Fototipo 4: capelli castano scuro o neri, occhi scuri, carnagione olivastra o scura, si scotta di rado e si abbronza con facilità

 

Fototipo 5: capelli neri, occhi scuri, carnagione bruno olivastra, si abbronza intensamente

 

Fototipo 6: capelli neri, occhi neri, carnagione nera, non si scotta mai, tipo di razza nera

 

I 9 consigli per una corretta esposizione al sole

Evita le esposizioni eccessivee le scottature da sole soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza

 

I bambini fino ai 12 mesidi età non devono essere esposti ai raggi diretti del sole

Evita le esposizioni al sole tra le ore 11 e le 16 circa

Indossa indumenti protettivi: cappello con visiera, camicia, maglietta e occhiali

Utilizza l’ombra naturale(alberi) o con ombrelloni, tettoie ecc.

Utilizza creme solari con fattori di protezione adeguati al tuo fototipo

Le creme solari protettivedevono essere applicate in dosi adeguate più volte al giorno e dopo il bagno

Ricorda: in montagna il sole è più vicino e quindi devi comunque proteggerti

Non farti ingannare: il cielo nuvoloso permette comunque il passaggio delle radiazioni, la sabbia e l’acqua riflettono i raggi solari

I raggi UVA e UVB

I principali responsabili dell’abbronzatura e di eventuali danni alla pelle sono i raggi UVA e UVB. Gli UVA sono più diffusi nel corso dell’anno e la maggior parte di loro riesce a filtrare facilmente attraverso lo strato di ozono nell’atmosfera: inducono il rilascio di melanina che si combina con l’ossigeno creando l’effetto che chiamiamo abbronzatura. Le creme solari di solito schermano meno gli UVA rispetto agli UVB, in compenso i vestiti riescono a ostacolarli a sufficienza. Gli UVB sono filtrati di più dallo strato di ozono, ma seppure in quantità minori rispetto agli UVA riescono a superarlo: inducono la produzione di vitamina D e quella di ulteriore melanina contribuendo a un’abbronzatura più intensa, hanno più probabilità di causare scottature e si pensa che siano responsabili per alcuni tipi di tumori della pelle. Le creme solari bloccano principalmente gli UVB.

 

Fattore di protezione solare (SPF)

 

Il Solar Protection Factor (SPF), è il numero che si trova indicato sui cosmetici che contengono filtri solari per proteggere la pelle dalle radiazioni prodotte del sole, soprattutto dagli UVB. Ad oggi non esiste una definizione univoca o uno standard per la misurazione dell’SPF e della sua efficacia. In termini generali, il numero identifica la dose di esposizione al sole cui ci si può sottoporre prima di avere una scottatura rispetto a quanto avverrebbe in assenza di protezione. In altri termini, significa che una crema 50 permette una dose di esposizione ai raggi solari 50 volte più alta rispetto a quella cui ci si potrebbe sottoporre in sicurezza senza crema solare.

 

Tuttavia, questa “dose di esposizione” non ha una durata temporale fissa, perché comprende altre variabili: se è una fase del giorno in cui la concentrazione di UVA e UVB è molto alta la durata diminuisce, così come varia a seconda della quantità di pelle esposta al sole. Il SPF non indica quindi per quante volte può essere moltiplicato il tempo di esposizione al sole prima che ci si possa scottare, è sempre bene ricordarlo: non è un’indicazione temporale.

Il fattore di protezione (SPF) deve essere inversamente proporzionale al proprio fototipo: tanto più la pelle è chiara e quindi sensibile ai raggi solari tanto maggiore deve essere l’SPF. E’ importante usare le creme con filtri solari per integrare, ma non per sostituire, i metodi fisici di protezione dalle radiazioni UV (indumenti, cappello, occhiali, ombra) soprattutto nelle ore centrali e più calde della giornata

 

Quale crema scegliere

 

La maggior parte delle persone non applica la crema solare nel modo giusto: o ne mette poca oppure non la riapplica con la frequenza necessaria per garantire la protezione nel corso della giornata. Per questo motivo i dermatologi consigliano di utilizzare per lo meno una protezione 30 e di fare molta attenzione all’etichetta: le creme più affidabili sono quelle con l’indicazione “protezione ad ampio spettro”, perché garantiscono filtri solari sia per gli UVB sia per gli UVA.

 

La scelta della protezione dipende comunque dal proprio fototipo:

 

I – non meno di 50 per le prime esposizioni e per quelle successive;

II – 50 per le prime esposizioni, poi 30;

III – 30 poi 20 o 15;

IV – 20-15 poi 10;

V – 10 poi 6;

VI – 6 poi nulla, o sempre 6 nel caso di molte ore al sole.

Per i bambini è bene usare una protezione alta a prescindere dal fototipo.

 

Come si mette la crema

È consigliabile applicare la crema solare tra 30 e 15 minuti prima di esporsi al sole in modo da dare il tempo alla pelle di assorbirla e di essere protetti meglio. La crema va inoltre applicata più volte nel corso della giornata: l’ideale è ogni due ore, riapplicandola anche subito dopo essersi fatti il bagno, anche se sulla confezione c’è scritto “resistente all’acqua”.

 

La crema che sta nel palmo di una mano è di solito sufficiente per gambe, braccia, viso e collo di un adulto, se si espone anche il busto ne serve di più. Mani, piedi, orecchie, il retro delle ginocchia e del collo è dove ci si scotta più di frequente perché spesso ci si dimentica di applicare la crema anche in quei punti.

 

Scadenza ed efficacia

 

Una crema solare ben conservata mantiene la sua efficacia per tre anni, ma questo è un dato medio e il consiglio è di attenersi a quanto scritto sull’etichetta. Di solito la durata è segnalata con il disegno di una confezione di crema aperta e un numero che indica la durata in mesi dopo l’apertura. Le alte temperature possono danneggiare i composti chimici e ridurre quindi la capacità della crema di proteggere la pelle: il consiglio è di tenere le confezioni delle creme all’ombra e non in automobile lasciata al sole.

 

Vitamina D

 

Per sviluppare la vitamina D, benefica per ossa, muscoli e sistema immunitario basta esporsi al solo per pochi minuti al giorno. E’ vero che una pelle abbronzata può apparire più sana, ma bisogna sapere che l’abbronzatura è un meccanismo di difesa della pelle per difenderci dai danni dei raggi ultravioletti (UV). Tale meccanismo di difesa attiva i melanociti, cellule specializzate nella produzione di un pigmento, la melanina, che rende la pelle più resistente ai danni immediati, le scottature solari, e ritardati nel tempo come il precoce foto-invecchiamento e la cancerogenesi.

 

Autoabbronzanti

 

Gli autoabbronzanti hanno solo un effetto cosmetico e non “preparano” la pelle al sole. Le lampade solari UVA sono da considerare un ulteriore rischio per l’insorgenza dei tumori della pelle e sicuramente accelerano l’invecchiamento cutaneo provocando un aumento delle rughe e delle macchie, anch’esse non hanno alcun effetto protettivo rispetto ai raggi solari.

 

Lampade solari

 

L’uso delle lampade solari è vietato ai minori di diciotto anni, alle donne in stato di gravidanza, a coloro che soffrono o hanno sofferto di tumori della pelle, ecc. (Decreto 12 maggio 2011, n.110). E’ sempre consigliabile sentire il parere del proprio dermatologo prima di utilizzarle.

 

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