Qual è la relazione tra cambiamenti climatici e agricoltura?

Quanto ha inciso l’agricoltura intensiva sull’ambiente e sul clima?

Come l’agricoltura biologica contribuisce alla riduzione delle emissioni dei gas serra?

Questi gli interrogativi ai quali, nel corso di un convegno tenuto al SANA di Bologna il 12 settembre, organizzato da FederBIO in collaborazione con Kyoto Club, ai quali i numerosi esperti intervenuti hanno cercati di rispondere attraverso vari dati e case history.

Il quadro emerso sui cambiamenti climatici in corso e sulle possibili conseguenze non è certamente confortante, in particolar modo per le generazioni future, se non verrà contenuto l’aumento della temperatura del pianeta entro i due gradi.

Anche il settore agricolo sarà chiamato a dare il proprio contributo nel contrastare la crisi climatica in atto e nel raggiungimento degli obiettivi fissati nell’ultima conferenza sul clima di Parigi (COP21), soprattutto quello bio per via del suo metodo sostenibile di coltivazione e di produzione, grazie anche all’attenzione sempre più viva delle aziende alla sostenibilità energetica.

Tra ritardi e rinvii nella ratifica di tali trattati dei vari governi, unanime il parere degli esperti sull’urgenza di affrontare senza ulteriori tentennamenti quella che potrebbe rivelarsi la principale sfida del nostro tempo: quella ambientale.

Al riguardo vi proponiamo una serie di tabelle dove sono riportati gli scenari possibili sul bacino del mediterraneo e sull’Italia in particolare che si potrebbero verificare se, non dovessimo riuscire a contenere entro i due gradi il riscaldamento del pianeta.

L’ADOC, da sempre molto attenta e sensibile a tali problematiche, su invito della FederBIO ha partecipato al convegno, ritenendolo non solo interessante ma anche stimolante per le numerose iniziative che anche nel nostro Paese si potrebbero attivare e che sicuramente come associazione intraprenderemo.

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Tutte le schede sono state realizzate da Sergio Andreis, direttore del Kyoto club

 

 

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