Sostenibilità, bene inserimento dei 12 indicatori BES, lo sviluppo sostenibile e il benessere devono essere al centro delle politiche

 

 

Con il D.M. del 16 ottobre 2017 è stato approvato l’elenco dei 12 indicatori di benessere equo sostenibile che verranno inclusi nel Documento di Economia e Finanza a partire dal 2018, fondamentali per valutare l’impatto delle politiche economiche del nostro Paese dal punto di vista della sostenibilità.

“Finalmente l’Italia si pone all’avanguardia in Europa in uno dei settori cruciali negli anni a venire, le politiche di sviluppo sostenibile e del benessere della collettività – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – si supera così la mera crescita del Pil come unico indicatore della salute di un Paese. L’inserimento dei 12 indicatori del benessere equo sostenibile sono innovativi, strategici per definire un futuro centrato sulla sostenibilità. Rappresentano un passo avanti per valutare gli effetti delle politiche, avere dati aggiornati e proiettabili per un triennio su molti settori e soprattutto, gli effetti conseguenti del benessere collettivo e della sostenibilità del nostro Paese. Il rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile 2016, pubblicato lo scorso dicembre, dipinge un quadro non certo idilliaco dell’Italia. Un Paese diviso a metà, diseguale, in cui la ripresa economica ancora non coinvolge una vasta fascia della popolazione. Un Paese in cui 4 milioni e mezzo di persone vivono in condizioni di povertà assoluta e una su dieci è in condizioni di grave deprivazione materiale. D’ora in avanti questi indicatori dovranno essere strategici per valutare la qualità di vita del Paese e dei suoi cittadini, con l’obiettivo di migliorare sensibilmente le condizioni di vita.

I 12 indicatori sono:

1) reddito medio disponibile aggiustato pro capite;

2) indice di diseguaglianza del reddito disponibile;

3) indice di povertà assoluta;

4) speranza di vita in buona salute alla nascita;

5) eccesso di peso;

6) uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione;

7) tasso di mancata partecipazione al lavoro, con relativa scomposizione per genere;

8) rapporto tra tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli;

9) indice di criminalità predatoria;

10) indice di efficienza della giustizia civile;

11) emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti;

12) indice di abusivismo edilizio

 

 

Il Governo ne dovrà rendere conto ogni anno, con una relazione e un’analisi dell’impatto della legge di bilancio, entro il 15 febbraio.

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