Dal 2018 sarà obbligatoria la nuova informativa comunitaria sui contratti assicurativi. Le associazioni dei Consumatori (Movimento Consumatori, Lega Consumatori, Federconsumatori, Codici, Assoutenti, Casa del Consumatore, ADOC) chiedono, per  maggiore trasparenza, che vengano allegate al nuovo documento comunitario, con le stesse caratteristiche di trasparenza, brevi e concise informative.

 

L’ANIA sul punto non risponde alle sollecitazioni dell’IVASS e dei Consumatori che valuteranno se partecipare o meno all’assemblea ANIA del 4 luglio.

 

L’Autorità europea EIOPA (Autorità Europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali) ha proposto, come noto, un format standardizzato semplificato per fornire ai consumatori europei informazioni chiare e semplici sui prodotti assicurativi danni. A partire dal febbraio 2018 dovrebbe finire il tempo delle polizze scritte in caratteri illeggibili e dal contenuto incomprensibile in quanto, con l’armonizzazione del formato di presentazione dei documenti informativi per i prodotti assicurativi danni IPID (Insurance Product Information Document) secondo quanto stabilito dalla normativa IDD (Insurance Distribution Directive), al potenziale assicurato prima della sottoscrizione di una polizza, dovrà essere necessariamente sottoposto il documento unico europeo che consentirà concretamente di comprendere l’offerta assicurativa proposta, e quindi indirettamente consentendo di confrontare la polizza che s’intende sottoscrivere con eventuali prodotti alternativi, aumentando la concorrenza.

 

In particolare l’IPID richiede che l’informativa sia un documento conciso e distinto rispetto alla polizza e all’informativa pre contrattuale, deve avere forma e impaginazione che lo rendano chiaro e facile da leggere anche attraverso l’uso di caratteri facilmente leggibili. Il legislatore comunitario ha addirittura previsto che il testo debba essere agevolmente leggibile anche nel caso in cui, scritto a colori, venga fotocopiato in bianco e nero e quindi le parti colorate sovrapposte non dovranno impedirne la lettura. Deve essere preciso e non ingannevole.

 

In Italia invece, IVASS e associazioni dei consumatori, che si sono riunite a Roma lo scorso  19 giugno, hanno chiesto di allegare all’IPID un prospetto informativo semplificato ma hanno riscontrato una immotivata resistenza da parte di ANIA (l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici). Le Associazioni dei Consumatori, che hanno di recente incontrato l’IVASS per fare il punto sulla questione, denunciano l’ostruzionismo manifestato da ANIA in tema di trasparenza.

 

Non è più tollerabile vedere note informative o polizze costruite in evidente violazione di legge. Le disposizioni di cui all’art. 166 comma 1 del Codice delle Assicurazioni, come pure l’art. 120 sull’informazione precontrattuale, già prevedono che polizze e documenti contrattuali siano redatti in modo chiaro ed esauriente. La IPID quindi non fa altro che attuare il secondo comma dell’art. 166 del codice delle Assicurazioni il quale dispone che “Le clausole che indicano decadenze, nullità o limitazione delle garanzie ovvero oneri a carico del contraente o dell’assicurato sono riportate mediante caratteri di particolare evidenza”.

 

Il consumatore sempre più spesso si trova di fronte a prodotti complessi illustrati e spiegati in maniera non trasparente. Un esempio tra tutti: nelle polizze per i danni accidentali all’auto (kasko, grandine, atti vandalici) o addirittura in RC auto il consumatore che sottoscrive clausole denominate “risarcimento in forma specifica” se non ottempera alle prescrizioni dell’assicuratore sulle modalità di riparazione del proprio veicolo si troverà invece sorprendentemente decurtato il risarcimento.

 

Le associazioni dei consumatori sono troppo spesso costrette a portare all’attenzione dell’Ivass e della giustizia civile queste criticità con aggravi di costi a carico del sistema e con un non secondario danno reputazionale per il sistema assicurativo italiano.

 

L’Ivass in particolare continua a segnalare all’Antitrust casi di polizze contenenti clausole illecite e vessatorie, mentre proliferano polizze contenenti pretese “penali”, che altro non sono che illegittime decurtazioni del risarcimento, giustificate con la asserita violazione di patti contrattuali illegittimi e vessatori  sottoscritti dal consumatore non informato dietro la promessa di sconti irrisori e aleatori.

 

Il fenomeno è particolarmente diffuso nei contratti RC Auto e nelle polizze danni collegate, dove troppo spesso vengono denunciate dai consumatori, rimasti vittima di un sinistro, improprie pressioni da parte delle reti agenziali. Le polizze danni auto e le RC auto sono prodotti di massa e per tale ragione è opportuno concentrare sulla materia le attenzioni di tutti gli attori coinvolti, avendo come scopo principale quello della trasparenza.

 

Le associazioni dei consumatori allo stato si riservano pertanto di valutare l’opportunità di partecipare o meno all’annuale assemblea Ania e nel contempo denunciano l’atteggiamento dilatorio dell’associazione degli assicuratori che paventano il rischio di possibili ulteriori costi derivanti, in sede di adeguamento dei prodotti assicurativi agli standard di chiarezza e trasparenza europei, dagli oneri aggiuntivi volti ad integrare le obbligatorie note con ulteriori note esplicative che i Consumatori ritengono oramai non più rinunciabili. La scelta di dilazionare nel tempo l’inevitabile adeguamento alle norme comunitarie, e in particolare di non acconsentire alle richieste di consumatori e IVASS, significa perseverare nella redazione di polizze poco chiare e trasparenti e costituisce una scelta non condivisibile,  considerando che al contrario,  è necessario muoversi per tempo in questa direzione, poiché l’IPID va predisposto entro febbraio 2018.

 

Anche per tale ragione le associazioni dei consumatori confermano la volontà di continuare ad affiancare gli assicurati in un attento monitoraggio sui prodotti assicurativi collocati sul mercato e invitano i consumatori, nel caso di dubbi o incomprensione sul tenore delle polizze, a segnalare dubbi alle associazioni dei Consumatori.

 

Bookmark and Share