Va accolta con soddisfazione la pronuncia con la quale la Corte di Giustizia Europea ha respinto il ricorso presentato da alcune Compagnie di Assicurazione relativo all’abolizione dell’obbligo a contrarre polizze per la responsabilità civile delle autovetture”, dichiara Valeria Massari dell’Adoc Puglia.

Ed invero, a detta di alcune Assicurazioni straniere operanti anche nel nostro paese, la norma italiana, che impone l’obbligo di contrarre e rilasciare polizze RCA, violerebbe alcune disposizioni europee relative alla libera prestazione dei servizi.

La Corte di Giustizia, la cui funzione è quella di garantire che la legislazione dell’UE sia interpretata e applicata in modo uniforme in tutti i paesi dell’Unione e di vigilare che l’operato degli Stati membri e le istituzioni sia conforme alla legge , nonché di giudicare le controversie tra Stati membri, istituzioni comunitarie, imprese e privati cittadini, è intervenuta sul punto.

In realtà, come precisa l’Alta Corte, “sebbene la legge italiana imponga a tutte le assicurazioni l’obbligatorietà di assicurare tutti i proprietari dei veicoli a motore residenti in Italia, non vieta di applicare tariffe differenziate” .

Ma non è tutto. La Corte di Giustizia Europea interviene anche in tema di tariffe e di poteri di vigilanza esercitati dall’ISVAP (l’Istituto di sorveglianza).

Infatti, nel provvedimento c’è scritto che la legge 990/69 e il Codice delle Assicurazioni Private, obbligano le imprese a calcolare i premi “puri” (l’importo che l’assicuratore incassa per far fronte alle richieste di risarcimento; il premio puro sommato ai caricamenti determina il premio di tariffa, al netto degli oneri fiscali e parafiscali) e i ricarichi, ma non hanno istituito un sistema di autorizzazione preventiva o di comunicazione sistematica delle tariffe; cosa che sembrerebbe contraria alla direttiva europea 92/49. Inoltre, le leggi italiane non hanno imposto alle imprese di orientare le loro tariffe in base alla media di mercato.

E, infine, per quanto riguarda i poteri di controllo, quelli assegnati all’Isvap risultando compatibili con la normativa europea.

In un clima di forte precarietà dei diritti – conclude la responsabile dell’Ufficio Legale dell’Adoc Puglia – la pronuncia della Corte di Giustizia rafforza le garanzie sancite dalle nostre leggi a favore dei consumatori, evitando il rischio di un aumento indiscriminato delle tariffe, a danno delle fasce deboli. Il baluardo di una maggior libertà e concorrenza invocato dalle compagnie di assicurazione, che non ha trovato accoglimento dinanzi la Corte di Giustizia Europea, avrebbe in realtà comportato una riduzione dell’offerta di polizze per le fasce di utenti a rischio, che avrebbe comportato il pericolo di far crescere il numero delle auto non coperte da assicurazione”.


Roberta Longo

Ufficio Stampa Adoc Puglia

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