Contribuire alla diffusione di una educazione finanziaria corretta è uno degli obiettivi dell’Adoc, anche in Puglia. Con diversità di mezzi e strumenti previsti dal sistema di riferimento, l’Adoc regionale ha voluto monitorare l’efficacia e la sicurezza dell’uso delle carte moneta in previsione dell’appuntamento di Bari aperto al pubblico e fissato per il 18 maggio 2010 in collaborazione con il Gruppo UniCredit insieme al quale, l’Adoc nazionale ha inteso promuovere una campagna di informazione sull’intero territorio nazionale. Un gruppo, quello di UniCredit, con cui l’Adoc condivide un progetto, “Noi & UniCredit”, lanciato nel 2008, e che si pone l’obiettivo di mettere i consumatori nella condizione di conoscere quante più regole e diritti possibili delle materie riportate nel Codice del Consumo, e su altre norme e regole previste dalla legislazione nazionale e regionale, con la presenza di un apposito “desk consumatori” all’interno delle filiali della banca. Oltre a rafforzare le relazioni tra gli istituti di credito e i consumatori in un’ottica di responsabilità d’impresa.

Nello specifico, l’incontro aperto al pubblico va ad integrarsi con la più vasta opera di informazione che l’Adoc svolge nella regione a favore dei cittadini – consumatori – utenti.
E sull’uso consapevole delle carte moneta, l’Adoc Puglia è giunta passando attraverso il racconto sulle finalità e gli indubbi interessi che guidano la filosofia delle società emittenti, piuttosto che banche e società finanziarie, le quali mettono in moto meccanismi di accaparramento della clientela attraverso campagne pubblicitarie accattivanti, ma incomplete, occulte.
E la certezza che vale sempre la pena di indire iniziative come queste, è risaltata dall’indagine svolta nel capoluogo di regione nei giorni precedenti.
Dall’elaborazione dei dati raccolti è risultato che non vi è una completa conoscenza delle caratteristiche delle carte di debito per almeno il 45% degli intervistati. E c’è un 25% che, per diffidenza, o per il timore di subire una truffa, non possiede.
Ben più conosciute sono, invece, le carte prepagate, ricaricabili, che non necessitano dell’apertura di un conto corrente, e quindi non hanno spese e sono in grado di permettere acquisti più sicuri attraverso internet. Mentre sono gli adulti, dai 35 anni in su, sostanzialmente, che conoscono e usano le carte “revolving”, funzionali come credito al consumo.
Quasi tutti, invece, dichiarano di conoscere la corretta procedura da seguire in caso di furto o smarrimento della propria carta. Così come, la quasi totalità risponde esattamente alla domanda sul significato dei “Pos” o la sigla “Crif”. Al contrario dell’Atm, probabilmente a causa dell’acronimo inglese, ancora poco utilizzato.
Ai presenti, quindi, abbiamo voluto fornire ulteriori precisazioni perché, generalmente, ci sembra di sapere tutto ma, nella realtà, ci sentiamo un po’ impacciati; come quel 45% a cui accennavamo più sopra.
Pertanto, a latere della dimostrazione visiva, ci siamo limitati a qualche consiglio maturato attraverso anni di esperienze e racconti di vita vissuta. E il primo accorgimento a cui prestare attenzione è quello di memorizzare il codice “Pin” per non portarlo a spasso nel portafogli insieme alla carta, o di invitare i commercianti di pretendere sempre e comunque un documento di riconoscimento al latore della carta, anche se contiene il “chip”.
Un altro sistema che contribuisce a fornire una maggiore sicurezza è quello del servizio “sms alert” che invitiamo ad attivare perché è in condizione di avvertire il possessore di una avvenuta transazione.
Per quanto riguarda la carta revolving, ovvero il “fido mobile”, termine improprio coniato dal sottoscritto, che nella maggior parte dei casi una società finanziaria concede al consumatore, serve per acquistare un prodotto a rate. Ma, aldilà del fatto che il prestito prevede una percentuale di interesse molto alto, la revolving viene imposta quando si vuole acquistare un prodotto in offerta, scontato; solo che in questo caso si scopre non essere tale se si calcolano gli interessi, l’aggiunta delle commissioni e spese, oltre all’apertura della pratica.
Dal nostro punto di vista, quest’ultima carta va tenuta sotto controllo perché può riservare sgradite sorprese; senza contare che la rata induce a spendere con leggerezza.
Nella circostanza, quindi, ci siamo imposti di mantenere un linguaggio semplice, comprensibile per provare a ridurre, se non proprio eliminare, i dubbi sul come utilizzare le varie tipologie delle carte moneta e ritrovare una fiducia soddisfacente anche in questo periodo dove insiste la visione di una giungla finanziaria stratosferica che nessuno riesce a comprendere su quali basi, concrete o fittizie, regge l’intera economia mondiale.
Per finire. Se si parte dal principio che le banche non fanno opere di bene, la precauzione diventa il comportamento più idoneo da mettere in atto in ogni luogo e circostanza.
L’Adoc non desidera che i consumatori si rivolgano all’Associazione quando il danno è stato subito: bisogna agire preventivamente. Un’opera di prevenzione che l’Adoc continuerà a diffondere su questi, come su altri argomenti e materie a tutela dei diritti.
 
Pino Salamon
Bookmark and Share