“Se le banche inventano un balzello al mese, non devono criticare le Associazioni come noi, che si rivolgono alle Autorità competenti per risolvere i casi limite subiti dai consumatori”. E’ questa la scelta adottata dall’Adoc Puglia alla cui sede giungono, quasi quotidianamente, denunce di consumatori che si vedono sottrarre 7euro e mezzo per il sol fatto di aver incassato un assegno bancario in una filiale diversa dello stesso istituto emittente.

Ed è la stessa banca a richiedere 7,50€ di commissione per istruire un bonifico. Oppure, il caso di un altro utente al quale gli si conteggia una “commissione per utilizzi oltre la disponibilità fondi” forfetaria pari a 350,00€, per un trimestre, in sostituzione della voce “commissione di massimo scoperto”, scomparsa a seguito di numerose proteste. E pensare che se si oltrepassa la soglia del fido, la percentuale degli interessi lievita (12% circa) e si aggiunge a quella praticata fino al limite concesso.

“Se così è - sostengono all’Adoc regionale -, l’antico detto, se non è zuppa è pane bagnato, calza a pennello”.
Ma i reclami e i ricorsi non finiscono qui, perché un’altra banca, aderente all’accordo “piano famiglie”, concede la sospensione del mutuo casa in cambio del pagamento degli interessi che sollecita continuamente senza far conoscere, preventivamente, la rimodulazione, quindi l’allungamento della durata del finanziamento originario con conseguente riduzione della rata. Ovvero, il tutto si svolge per corrispondenza (lettere e fax inconcludenti) da e per Milano, in quanto la filiale di Bari è esclusa.
Per l’associazione dei consumatori pugliesi questi episodi sono la conferma di un disastroso rapporto che le banche riservano agli utenti “comuni” i quali devono attenersi, possibilmente in silenzio, a quanto gli viene imposto, o sottoposto, con regole non sempre reperibili nella descrizione dei documenti di sintesi e che, oramai, si è presa l’abitudine di cambiarle unilateralmente. O che, in ogni caso, sono incomplete, non del tutto lineari e comprensibili anche nei siti di riferimento.
“E’ solo un sistema per mettere in difficoltà gli utenti e per fare cassa – sostiene Salamon, il Presidente dell’Adoc Puglia -, in quanto: nel primo caso, siamo di fronte ad una assurda pretesa; nel secondo, si intuisce come si è reintrodotto dalla finestra ciò che è stato cacciato dalla porta; nel terzo, si ravvede la volontà di non voler interloquire con coloro che hanno estremo bisogno e che poi, nei fatti, permette alle banche di esistere”.
Resta il fatto che l’insieme delle vicende sono state sottoposte al parere delle Autorità competenti e dalle quali l’Adoc regionale attende un pronunciamento.
 
 
Roberta Longo
Ufficio Stampa Adoc Puglia
Bookmark and Share