I libretti al portatore destinati all’estinzione da una normativa di legge
I possessori hanno tempo fino al 30 giugno prossimo per riconvertirli con altri strumenti

C’è tempo fino al 30 giugno prossimo per adeguarsi alle disposizioni previste dal D.L. 31 Maggio 2010 n. 78 il quale regola l’utilizzo di denaro contante, di assegni, nonché di titoli e libretti al portatore.
A richiamare l’attenzione di tutti quei consumatori distratti e indaffarati sulla nuova normativa è l’avv. Aida Viti, dell’Ufficio Legale dell’Associazione regionale dei consumatori Adoc la quale sottolinea che “con l’entrata in vigore di queste nuove disposizioni all’interno dell’ordinamento italiano, quindi nell’ambito della nuova disciplina sulle norme antiriciclaggio, la legge italiana ha previsto che tutti i libretti di deposito al portatore (bancari o postali) debbano avere un saldo inferiore a 5.000,00 euro. E qualora l’importo sia pari o superiore a 5.000,00 euro, questo deve essere ridotto ad una cifra non eccedente tale limite o, in alternativa, il libretto deve essere estinto dal portatore per adeguarsi ai nuovi importi”.
“E’ bene precisare – fa notare ancora l’avv. Viti -, che la novità legislativa riguarda esclusivamente i libretti al portatore, quelli cioè che, a differenza dei nominativi, non devono essere intestati a chi dispone movimentazioni; al portatore infatti, viene chiesto soltanto di presentarsi allo sportello bancario con un documento valido d’identità”.
Bisogna dunque distinguere bene tra libretto nominativo e libretto al portatore, per quanto entrambi ricadano nella categoria dei libretti di risparmio, perchè è solo il libretto al portatore ad essere destinato all’estinzione, ovvero alla trasformazione in nominativo.
Pertanto, “chi ha tempo, non aspetti tempo” dichiarano dalla sede regionale pugliese dell’Adoc, la quale invita i consumatori titolari di libretti al portatore di non aspettare l’ultimo giorno utile e di non arrivare impreparati alla scadenza del 30 giugno 2011.
L’Adoc regionale fa presente che la violazione delle condizioni su riportate o la stessa scadenza del termine, comporta l'applicazione di una sanzione pecuniaria che può variare dal 20% al 40% del saldo stesso.
Quindi, fin da ora, alla luce della nuova disciplina, i consumatori valutino bene le diverse opzioni bancarie e/o postali: dai conti correnti alle carte prepagate, ovvero ai libretti nominativi che, nel panorama generale, risultano quelli meno onerosi, seppure con una ben più limitata operatività.

Roberta Longo
Ufficio Stampa Adoc Puglia
 

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