Immaginate, per esempio – sono episodi sempre più veritiero riferiti all’associazione dei consumatori pugliesi Adoc -, di essere, come dicono a Bari, ai piedi di Cristo e quindi con la necessità estrema di risolvere un imprevisto di natura finanziaria e di dovervi rivolgere ad un’Agenzia o una società incaricata dal Governo di esprimersi sulla richiesta di sospensione di un rateo, di un mutuo o concedere un rinvio del pagamento oppure la rateizzazione di un debito contratto con una società distributrice di utenze domestiche e magari la risposta vi giunge dopo mesi, mesi … e mesi, o mai. Se non siete già sprofondati nel baratro, poco manca.

“E’ proprio il contrario dell’aspirazione di dare un taglio alla burocrazia, come recita lo slogan del dipartimento della funzione pubblica” sostiene Pino Salamon, presidente dell’Adoc Puglia, il quale aggiunge che “per metodi come questi ci vogliono forbici, in particolare per evitare le drammatiche conseguenze e i danni psicologici ad una quantità di cittadini già provati da situazioni avverse che si ripetono più frequentemente di quel che si pensi”.

Sono molti infatti i consumatori che si sono rivolti all’Associazione pugliese per ricevere un consiglio legale per tutelarsi da questi ritardi burocratici che diventano insopportabili e che, creano angoscia e disperazione in una famiglia alla quale non viene riconosciuta la sospensione del mutuo o compromettere, paralizzare un progetto destinato all’imprenditoria giovanile.

 

Eppure, dal 15 novembre 2010 è operativo il fondo di solidarietà per sostenere le famiglie, istituito presso il dipartimento del Tesoro. Per la precisione, in principio furono stanziati 20 milioni di euro destinati, appunto, a sospendere mutui accesi per l'abitazione principale per un importo massimo di 250mila euro e stipulati da chi non supera un reddito annuo complessivo di 30mila euro sulla base dell'indicatore Isee (indicatore situazione economica equivalente).

“Una sospensione – aggiunge Aida Viti, dell’Ufficio legale dell’Adoc regionale – che può essere richiesta non più di due volte, e comunque per un periodo non superiore a 18 mesi, anche da parte di chi è rimasto indietro con le rate (a patto che non sia iniziato il procedimento esecutivo con la notifica dell'atto di pignoramento) e da chi ha già usufruito di agevolazioni simili come il «piano famiglie» lanciato dall'Abi e dalle associazioni dei consumatori”.

Ma se dopo neanche un anno di vita il fondo è stato prosciugato, è anche vero, come risulta all’Adoc, l’annuncio di un rifinanziamento avvenuto solo lo scorso marzo; e tuttavia, le domande pervenute fino allo stesso mese sono rimaste ferme subendo un notevole ritardo nella gestione dell’istruttoria da parte del gestore, la Consap. Cittadini che lamentano lungaggini nella procedura e l’assenza di qualsivoglia informazione che non si è riusciti a ricevere neanche l’apposito numero verde.

Alla stessa stregua sono state trattate le domande inerenti il fondo per l’imprenditoria giovanile. Va ricordato che ai sensi del D.Lgs 185/2000 i giovani imprenditori che decidono di avviare una attività economica possono usufruire di finanziamenti a fondo perduto, ma sono molti i giovani pugliesi che, pur risultando vincitori del beneficio, a distanza di un  anno non si vedono recapitare il saldo di quanto dovuto da Invitalia, l'altra Agenzia del Governo abilitata a valutare i progetti.

Allo stesso tempo, sono ancora molti i giovani che attendono il responso sull’ammissibilità della loro pratica, nonostante sia scaduto il termine per ottenere una risposta. Pare infatti che anche in questo caso vi siano state una serie di ritardi nella gestione e nella istruttoria delle diverse pratiche.

Per tutti questi casi, purtroppo, - afferma Giulia Procino, del Comitato Tecnico-Legale dell’Adoc Puglia - non possono esperirsi vere e proprie azioni legali considerato che il problema risiede a monte e riguarda lo svincolo delle somme previste che il Ministero competente deve recuperare in tempi ragionevoli. Ad ogni modo, nel corso dell’ultimo incontro con il Prefetto di Bari, come Associazione abbiamo chiesto formalmente di richiamare l’attenzione del Governo sui ritardi fin qui accumulati e di invitare gli uffici preposti ad avere maggiore cura e attenzione nella gestione di situazioni di questo tipo in un periodo di forte crisi economica come quello attuale che può causare tensioni sociali”.

 

Dip.to Stampa Adoc Puglia

Roberta Longo

Bookmark and Share