COMUNICATO:

Il dovere di ogni consumatore è quello di sentirsi parte attiva e di esercitare un ruolo da protagonista nella società. Quindi, se gli stessi consumatori sono coscienti di questa loro condizione, non faranno fatica ad accettare l’invito dell’Adoc Puglia, l’associazione dei consumatori pugliesi, a recarsi alle urne, domenica 12 e lunedì 13 giugno, in occasione dei referendum popolari.


Infatti, anche l’Adoc regionale, da tempo, si esprime per quattro “Sì”.
Due sull’acqua, che “resta un bene di fondamentale importanza tanto da non poter essere oggetto di sfruttamento da parte dei privati”. Quindi, deve restare un bene pubblico.
Tra l’altro, l’esperienza dimostra che il sistema privatizzato non crea efficienze e non diminuisce gli sprechi, al contrario, aumenta i costi, riduce gli investimenti, sviluppa il clientelismo e il tutto poi ricade sulla bolletta dei consumatori.
Quello sul nucleare, per il quale l’Adoc Puglia è del parere che si debba “abolire la proposta atomica, archiviandola una volta per tutte; al pari delle decisioni assunte da Germania e Svizzera, le quali hanno deciso di metterci una pietra sopra”.
E l’ultimo, il quarto, ma non per ordine di importanza, per il quale l’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori dichiara che “deve essere abolito per evitare che venga sconfessata la regola racchiusa nella frase la legge è uguale per tutti. E quindi, che costituzionalmente il trattamento riservato a ciascun cittadino deve essere lo stesso indipendentemente dalla natura della sua attività, reddito, incarico pubblico o ceto sociale”.


Roberta Longo
Ufficio Stampa Adoc Puglia

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