Il Consiglio di Stato ha bocciato il decreto con cui il pagamento del canone Rai è stato inserito nella bolletta elettrica, evidenziando la presenza di numerosi punti critici, gli stessi sollevati dall’Adoc.  “Il Consiglio di Stato ha confermato quanto abbiamo sempre ribadito. Il canone Rai in bolletta porta più disagi che miglioramenti – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – la mancanza di chiarezza sulla definizione di apparecchio televisivo, la possibile violazione della privacy degli utenti, la poca se non assente trasparenza su chi deve o non deve pagare il canone, e come eventualmente dichiarare il non possesso, sono tutte osservazioni sacrosante su aspetti della nuova normativa che ci hanno fin da subito lasciato perplessi. Ogni giorno riceviamo centinaia di segnalazioni e richieste di aiuto da parte dei consumatori, esasperati dalle innumerevoli difficoltà incontrate nell’interpretare la norma e nel dirimere le soluzioni più controverse. Il Consiglio di Stato ha bocciato la normativa così come è stata formulata. I tempi a disposizione per modificarla sono esigui, considerando che entro l’inizio di maggio devono essere inviate le dichiarazioni di non possesso dell’apparecchio televisivo e che a luglio arriverà la prima bolletta con il canone. A questo punto invitiamo il Governo e le Istituzioni competenti ad adottare la soluzione più saggia e favorevole ai consumatori: bloccare la normativa, fermando l’inserimento in bolletta del canone e lasciando inalterata la cara vecchia soluzione del pagamento con bollettino postale. Siamo sempre convinti, inoltre, che se si vuole veramente combattere l’evasione del canone, l’unico modo certo è ridurre sensibilmente il costo dell’imposta, portandolo a non più di 50 euro annui.”

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