Secondo quanto riportato dal giornaleThe Intercept l’app Sarahah, diventata molto popolare nelle ultime settimane, raccoglie i dati della propria rubrica telefonica senza informarne adeguatamente gli utenti, anche sul loro utilizzo.

Quando viene installata,sia su iOS che su Android, l’app chiede l’autorizzazione per effettuare l’upload dei contatti della propria rubrica, ma l’avviso è molto vago e non specifica quale sia l’effettivo scopo della raccolta.

 

“Invitiamo tutti i consumatori che hanno scaricato Sarahah sul proprio smartphone a revocare immediatamente i permessi per l’accesso alla rubrica dalle impostazioni per la privacy del proprio telefono – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – così si potrà evitare, almeno, che l’app continui a inviare la propria rubrica dei contatti ai suoi server, ma non eliminerà i precedenti invii avvenuti dopo aver effettuato l’installazione. La violazione del diritto alla privacy da parte delle app, in particolare quelle gratuite, è sempre più frequente. I nostri dati personali, apparentemente custoditi nel nostro smartphone, non sono così al sicuro come pensiamo. Occorre ripensare completamente le modalità di gestione dei dati da parte delle società, gli utenti hanno il pieno diritto di sapere come e da chi vengono trattati e utilizzati.”

 

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