Quando una grande azienda pecca di presunzione è il momento di comminargli un’esemplare punizione

“Che le promozioni offerte dalle società telefoniche nascondono sempre un rovescio, come fossero medaglie, questo è risaputo e testimoniato dalle sentenze; ma se una società, di punto in bianco, anticipa la scadenza mensile di un contratto per una utenza di telefonia mobile con accesso ad internet adeguandola a quella dell’avvenuto versamento della ricarica, non si immaginava potesse accadere”.
A parlare è Pino Salamon, il Presidente dell’Adoc Puglia, riferendosi ad un episodio realmente accaduto ad un associato il quale, a suo tempo, ha attivato l’offerta “maxxi tim 100” per connettersi e navigare in internet per un numero limite di 6.000 minuti in 30 giorni. E tanto era la fiducia riposta nel contratto che, senza attendere il giorno preciso della scadenza, l’utente versava la cifra concordata anche nei giorni precedenti, in anticipo.
Tutto questo è avvenuto fino a quando egli non nota, attraverso la lettura dei messaggi ricevuti dalla società, che la data di scadenza si riduceva di volta in volta; ovvero, variava in corrispondenza alla data del versamento effettuato. In breve, dall’originaria data del 4 di ogni mese, “ci si è ridotti, è proprio il caso di dire, al 28 di ogni mese precedente” fanno notare alla sede dell’Associazione pugliese dei Consumatori.
Come interpretare l’avvenimento?! Per i responsabili dell’Adoc regionale, l’unica spiegazione possibile è quella di una società che ha immaginato di aver aperto un rapporto per una carta sim mobile le cui ricariche spostano la data di scadenza ad un anno dopo, inglobando, nella stessa ricarica, il credito ancora residuo, disponibile, che non viene sottratto.
Al contrario del caso in esame, dove non solo si accorcia la data di scadenza mensile, ma c’è l’impossibilità di usufruire dei minuti rimanenti per internet che l’interessato li ha persi, mentre la società li ha risparmiati, guadagnati.
Questo aspetto fa emergere l’avvenuta violazione di un contratto, che per essere teneri la si può configurare come una inadempienza contrattuale, ma se si scava a fondo, la si deve considerare una azione grave, un reato studiato scientificamente.
All’interessato, l’Adoc Puglia ha consigliato tre strade: procedere sulla strada della conciliazione recuperando il maltolto, inviare una segnalazione all’Autorità delle Comunicazione per comminare una sanzione proporzionata all’episodio oppure, presentare un esposto al fine di inibire il perpetuarsi di queste pratiche scorrette di società che ritengono di avere sempre ragione e, in ogni caso, di non essere raggiungibili.

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