L’ Adoc contesta le non scelte dell'Amministrazione comunale

 

Mentre i leccesi, con l'arrivo dell'autunno, hanno ripreso a pescare negli acquitrini del cosiddetto “parcheggio” ex C. Pranzo, ormai zona umida di un certo interesse naturalistico che meriterebbe una tutela almeno pari a quella concessa alle Cesine, nuove sorprese sono in arrivo per il periodo natalizio. E non si sta parlando dei promessi parcheggi nell'area Ex-Enel perché quelli saranno richiesti con una letterina a Babbo Natale di un prossimo, imprecisato Natale. E nemmeno dell'autosilo all'Ex Foro Boario, già promesso ma senza entrare come idea embrionale.

Ma ecco le sorprese che ha in serbo dell'Amministrazione comunale per le Feste 2012:

1)    Intanto, ritornano su viale Marconi le pagodine di Natale in “pregiata” plastica bianca in quanto, l'esperimento dello scorso anno della collocazione in Piazza Mazzini non si sa se è piaciuto all'Amministrazione (ed in particolare all'Assessorato all'Annona).

 

A parere dei consumatori che l’Adoc rappresenta, quella in Piazza Mazzini era la collocazione ottimale. E ciò non solo perché consentiva ai commercianti di operare in un luogo centrale e dignitoso, ma anche perché evitava alla città la congestione dei viali interni e soprattutto la pericolosa compresenza di pedoni e auto su viale Marconi (cosiddetta “sede promiscua”), la quale, invece, l'amministrazione ha deciso di salvaguardare con buona pace dei rischi che corrono i pedoni e soprattutto i bambini in una condizione così pericolosa.

2)    Altra novità inquietante del prossimo Natale sarà la mancata chiusura al traffico del centro nei giorni di maggior traffico (nello scorso anno furono solo 6 le giornate di chiusura, programmate con largo anticipo). Quest'anno niente chiusure programmate, ma solo la delega alla Polizia Municipale di  gestire “sul campo”, con iniziative spot, eventuali (leggi: sicure) “emergenze traffico”.

“Non vogliamo nemmeno immaginare quale inferno di traffico strozzerà la città nei giorni clou del Natale leccese – dichiara il presidente dell’Adoc di Lecce, Alessandro Presicce, il quale continua affermano che “quel che è più grave è l'assenza di chiusure programmate e quindi annunciate con largo anticipo alla popolazione del circondario che porterà i consumatori (soprattutto quelli della provincia) a non sapere se sia il caso o meno, in quel particolare giorno, arrivare a Lecce, rischiando di rimanere imbottigliati, con la conseguenza che molti sceglieranno di andare a fare altrove i loro acquisti”.

In conclusione, fanno sapere dalla sede provinciale dell’Adoc, ancora una volta nell'Amministrazione è prevalsa la miope scelta di non decidere, di non programmare, assecondando le “urla” di questa o quella categoria. In una città in cui ogni anno si riparte sempre da zero, e nella quale non si fa tesoro di quanto già sperimentato, e quindi non si emulano esperienze virtuose di altre città che gestiscono le medesime situazioni, chi perde sempre è il consumatore, il cittadino, la vivibilità. In una città in cui il Natale non è una “ricorrenza”, ma un evento sempre nuovo ed imprevisto, ancora una volta si è deciso sull'onda di una presunta emergenza (il traffico, la crisi, ecc. ecc.) che giustifica ogni tipo di approssimazione, lasciando sempre aperta la strada all'interesse dei pochi sugli altri.

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A cura dell’Adoc provinciale di Lecce

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