In riferimento all’operazione condotta dalla procura di Brindisi sul fronte della lotta agli illeciti nel settore fotovoltaico l’Adoc di Brindisi, ha considerato il venir meno del principio di tutela del territorio, alla base delle autorizzazioni mai rilasciate per meccanismi inerenti l’inchiesta, e pertanto ritiene necessario lo smantellamento degli impianti e la restituzione dei terreni alla loro destinazione naturale.

Trattandosi di terreni acquistati dalle Società indagate, l’eventuale confisca potrebbe essere a vantaggio di associazioni dedite al sociale così come avviene per i reati di mafia. Sulla destinazione delle apparecchiature l’associazione dei consumatori concorda nel riutilizzo per scopi utili alla comunità. Altro capitolo è quello riguardante gli incentivi programmati e non ancora erogati proporzionalmente alla potenza installata. Sarebbe opportuno, dichiara in una nota l’associazione Adoc, che queste risorse fossero destinate per la bonifica dei terreni ed in parte restituiti ai cittadini che in questi anni si sono fatti carico, tramite il pagamento delle bollette, di operazioni che di ambientale hanno un bel niente a che vedere. Per realizzare quanto auspicato l’Adoc provinciale chiede che i parlamentari si facciano carico del problema e che venga sollecitato un apposito provvedimento, in sede governativa, che possa regolamentare situazioni come quelle verificatesi nella nostra provincia. Il venir meno di quanto sopra ricondurrebbe il dibattito scaturito al semplice confronto senza l’individuazione di soluzioni fattibili ed utili per le comunità amministrate .

 

 

Brindisi, 23 Settembre 2013

 

                                                                    

A cura dell’Adoc di Brindisi

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