L’annuncio dell’avvio dei lavori relativi all’eliminazione delle infiltrazioni nel palazzetto Elio Pentassuglia di Brindisi ci fornisce lo spunto per effettuare alcune riflessioni in ordine alla qualità e al controllo dei lavori pubblici nella città capoluogo oltre che all’impiego delle risorse derivanti sia con finanziamenti comunitari che dei contribuenti.

Andando per ordine, tutti concordiamo sul fatto che le ristrettezze economiche e i vincoli posti alla spesa pubblica di fatto, limitano gli interventi: sia per nuove realizzazioni e sia per manutenzioni. Però, quello che in pochi osservano è che, oggi più che mai, c’è la necessità di un maggiore controllo delle opere realizzate per garantirne qualità e durata nel tempo, onde evitare sprechi e disagi ai danni   dei cittadini. Purtroppo, nella città di Brindisi, non è così e puntualmente ci ritroviamo con opere anche di recente realizzazione che manifestano evidenti segni di degrado. Registriamo ciò nelle scuole, scenario da eterne incompiute, negli edifici pubblici e nelle strade.
Una situazione intollerabile alimentata da fiumi di denaro pubblico riveniente da tasse e tributi che erodono circa l’8% del budget famigliare. Intanto, si pone rimedio non a situazioni imprevedibili o frutto dell’usura del tempo, ma nella fattispecie del Palazzetto ad errori e mancanze di controllo che riteniamo potevano essere evitate.
Diciamo ciò in quanto non parliamo di piccoli interventi ma di sostituzione della vecchia impermeabilizzazione con una di diverso tipo (fonte com. st. Amministrazione comunale).Circa cinquantamila euro di spesa che potevano tranquillamente servire alla realizzazione, ad esempio, di una piccola struttura sportiva, come un campo di calcetto, in periferia.
Poca cosa direbbe qualcuno nel mare di richieste di impiantistica a Brindisi, ma che, in ogni caso, avrebbe rappresentato una piccola ma concreta risposta alla fame di sport con una gestione oculata e attenta.
Parliamo poi delle opere realizzate negli anni e mai utilizzate, come nel caso delle aree automatizzate per la raccolta ed il compattamento della raccolta differenziata, distribuite nei vari quartieri ed ormai ridotte ad ammasso di ferraglia; così come i totem per le chiamate dei bus navetta divenute monumento all’abbandono.
Intanto, in questi giorni, si stanno effettuando i lavori di ripristino dei marciapiedi in alcune vie del centro. Dopo lo sbancamento di pietrame  e cemento resta solo la terra. Siamo sicuri che tra qualche mese ritorneremo a parlare di pavimentazione dissestata e di infortuni e pericoli per i pedoni. Potremmo andare oltre parlando di quanto realizzato nel canale Patri, per il quale, le immagini di qualche emittente locale hanno testimoniato l’efficacia e la funzionalità dell’opera, e che hanno messo in evidenza un canale quasi trasbordante e un invaso completamente vuoto, per poi defluire nelle aree attrezzate a verde abbandonate all’incuria.
Insomma riteniamo che la gestione delle risorse pubbliche deve essere quanto di più efficiente possibile, eliminando sprechi e liberando risorse per creare servizi e valore aggiunto per la collettività.
 
Brindisi li, 25 Febbraio 2010
 
 
 
IL PRESIDENTE PROV.LE
   Zippo Giuseppe
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