“Non riusciamo più a capire se esiste ancor, nella città di Brindisi, una società, la Multiservizi, che si possa occupare di importanti settori nell’ambito dei servizi pubblici”. La considerazione nasce spontanea a seguito di una serie di disservizi che l’Adoc provinciale, l’associazione dei consumatori, ha registrato, da diversi mesi, e proprio nei settori di competenza della stessa società affidataria, in esclusiva (va ricordato) del servizio di verde pubblico, segnaletica stradale, manutenzione edifici scolastici, rimozione forzata, gestione parcheggi, ecc.

 

 

Una serie di carenze tali da indurre più di qualcuno a ribattezzare la stessa con il nome di “Multidisservizi Brindisi”. Infatti, un primo riferimento è quello collegato alla segnaletica stradale con conseguente conferenza stampa per la presentazione dell’anagrafe della stessa segnaletica stradale avvenuto diversi mesi addietro. Uno strumento che doveva agevolare l’amministrazione e la stessa società nella gestione del servizio ma che, ad oggi, risulta inapplicato vista la presenza in città di segnaletica non a norma, usurata o quel che più è grave non aggiornata rispetto a modifiche intervenute nel tempo. Quindi, la segnaletica orizzontale, così com’è, è sotto gli occhi di tutti e, in alcune zone, della città strisce pedonali, linee continue e segnali vari sono ormai un lontano ricordo.

Il verde poi è stato oggetto, sempre nelle scorse settimane, di un blitz della presidenza della società, in uno con l’assessorato ai LL.PP. del Comune, in una piazza del rione Bozzano. In quell’occasione si annunciò un cronoprogramma di interventi nell’ottica della trasparenza e maggiore operosità, rispondendo anche a chi denunciava una spesa di oltre un milione di euro per la manutenzione del verde pubblico senza vederne benefici. Ad oggi, del cronoprogramma non vi è traccia né a mezzo stampa, né sul sito dell’amministrazione comunale, né in quello della stessa società. Il risultato è che i cittadini si sentono presi in giro per iniziative che hanno il solo scopo di curare la propria immagine e non quella della città.

“Quando parliamo di cura del verde – sostengono dalla sede dell’Adoc di Brindisi -, il riferimento non è limitato ad un puro fatto estetico, ma anche a risvolti di sicurezza per i cittadini”.

Due esempi su tutti: via Dalmazia, dove un’aiuola spartitraffico, occulta il passaggio in transito per la vegetazione cresciuta oltremisura e l’intersezione tra viale E. Fermi e viale Arno dove gli oleandri rendono difficoltosa la visuale con il rischio concreto, come già verificato, di incidenti.

E l’Adoc potrebbe riempire la lista delle inadempienze ricordando la situazione del parcheggio i via Del Mare, la cui fruibilità, a breve, sarà ad uso esclusivo di fuoristrada e passeggeri in tenuta antipolvere o anfibia, a seconda delle condizioni meteo.

Per concludere l’Adoc esprime una considerazione ad alta voce e che spera venga presa seriamente in esame: sia da parte dell’amministrazione, sia da parte della stessa società. “Le difficoltà economiche che la cittadinanza vive, necessitano di un utilizzo delle risorse pubbliche oculato ed attento; quindi, è dovuto il massimo rispetto a chi, come i contribuenti,  garantisce lavoro chiedendo, scusate se è troppo, servizi efficienti”.

 

Brindisi, 29 Luglio 2011

 

 

A cura dell’Adoc di Brindisi

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