“Non vediamo alcuna necessità di altre authority o agenzie in Puglia”. Lo reclamano a gran voce i Segretari di Adiconsum, Adoc e Federconsumatori, Giovanni d’Elia, Pino Salomon e Domenico Zambetta , riferendosi al Ddl sulla Riforma dei servizi pubblici locali, evidenziando una “eccessiva proliferazione di ‘organismi di controllo’ che solo fanno lievitare la spesa a carico della collettività”.

“La normativa nazionale – osservano i rappresentanti dei consumatori – di fatto già regola dettagliatamente le modalità operative per aprire al mercato della concorrenza i pubblici servizi, affidando agli enti locali il compito di realizzarli. Appesantirne la gestione con nuove ‘authority’ – aggiungono – tradisce lo spirito imposto dalla legge, rischiando di vanificare gli effetti delle liberalizzazioni sulla riduzione delle tariffe”.

 

Secondo d’Elia, Salomon e Zambetta le competenze vanno lasciate ai comuni riguardo la liberalizzazione dei servizi di loro competenza (parcheggi, energia, servizi cimiteriali e trasporto urbano).

“Per il trasporto pubblico regionale, invece – sostengono Adiconsum, Adoc e Federconsumatori – il servizio potrebbe essere organizzato in ambiti territoriali, consolidando l’attività di ‘vigilanza e controllo’ della Regione attraverso l’assessorato competente rafforzando, anzi consolidando, l’Agenzia regionale per la mobilità (Arem)”.

Secondo i Consumatori sui rifiuti l’attuale assetto di governo risponde già alle esigenze imposte dalla norma nazionale, mentre positiva appare l’individuazione degli ARO (ambiti di raccolta ottimali) che dovrebbero rispondere alle esigenze dei comuni nella raccolta  dei rifiuti e nella pulizia stradale.

“Condividiamo – concludono – la scelta di escludere il servizio idrico dal Ddl, ma richiamiamo all’obbligatorietà del monitoraggio sull’efficienza e la qualità a favore di consumatori e utenti come ampiamente previsto dalla Legge nazionale”.

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