Il decreto legislativo del 6 settembre 2005, n. 206, noto come “Codice del Consumo”, ha dedicato un apposito titolo per esplicitare le disposizioni relative ai singoli contratti. Tra questi, quello dei servizi turistici, dei “pacchetti turistici” in particolare.

A questo proposito, va ricordato che ogni accordo deve essere trascritto nella proposta di compravendita, confermata da una comunicazione, sulla scorta di quanto prevede l’art. 85 del “CdC”; e le cui condizioni generali (venti) è indispensabile leggere con attenzione per evitare fraintesi.

Tra le indicazioni riportate nel “CdC”, non va trascurato l’art. 90 che prevede la “revisione del prezzo” il quale non può aumentare nei venti giorni che precedono la partenza. Gli stessi artt. 14-18 del DLgs 111/95, trasposti negli artt. 93-97 del “CdC”, contengono un sistema di protezione del consumatore-turista nell’ipotesi di inadempimenti degli obblighi contrattuali posti a carico dell’Organizzatore e del Venditore. Il primo, infatti, ha la responsabilità dei danni procurati per inadempimento degli obblighi di organizzazione ed è tenuto al risarcimento dei pregiudizi patiti dal consumatore a causa della cattiva o mancata esecuzione delle prestazioni previste nel “pacchetto”; salvo il caso fortuito e la forza maggiore (Cass. 17041/03).

Inoltre, è responsabile per i danni imputabili agli ausiliari dello stesso o da terzi fornitori di cui si è avvalso. La responsabilità del venditore, invece, va rintracciata nella mancata, ovvero inesatta esecuzione delle prestazioni alle quali si sia direttamente e personalmente obbligati, assumendo l’attività di intermediario nella vendita del “pacchetto” (Trib. Reggio E. 204/04). Sul punto, l’art. 22 della Convenzione Internazionale sul contratto di viaggio (Bruxelles 13.04.70 ed esecutiva in Italia con L. 1084/77), precisa che l’intermediario di viaggi risponde di qualsiasi inosservanza che commette nell’adempimento dei propri obblighi, laddove non risponde dell’inadempimento totale o parziale dei viaggi, soggiorni o altri servizi oggetto del contratto.

Come nel caso del’Organizzatore, laddove il venditore utilizzi collaboratori sarà tenuto al risarcimento dei danni eventualmente causati al consumatore. L’art. 94 del CdC prevede anche che i danni alla persona debbano essere risarciti nei limiti delle convenzioni internazionali (Conv. Varsavia 1929, Berna 1961 e Bruxelles “CCV” ‘70) in materia delle quali sono parte l’Italia e l’Unione Europea. In particolare, l’art. 13 della CCV prevede l’obbligazione risarcitoria dell’Organizzatore di viaggi sia limitata per danni alla persona a 50.000 “franchi oro Germinal”, laddove l’art. 22 CCV stabilisce il limite di 10.000 f. oro G. per ogni viaggiatore applicabile all’intermediario, in caso di danno verificatosi per inadempimento dei suoi obblighi contrattuali.

Al fine di offrire una tutela rigorosa, il 3° comma dell’art. 94 del CdC sancisce la nullità di ogni accordo che contempli limiti inferiori di risarcimento. E’ ancora affidato alle ricostruzioni dottrinali e giurisprudenziali il danno da vacanza rovinata, quindi la mancata realizzazione del programma, attesa la lacuna in materia, neppure colmata dal CdC. Solo sulla scorta delle pronunce della Corte di Giustizia della CE del 12.03.02 (causa C-168/00), si è giunti ad affermare il diritto del consumatore al risarcimento del danno non patrimoniale che derivi dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni rese in occasione di un viaggio “tutto compreso” ed il cui termine di prescrizione per l’esercizio dell’azione volta al risarcimento dei danni alla persona è di tre anni (art. 94, 2° comma, del CdC), derivanti dal momento in cui il viaggiatore fa rientro nella località di partenza.

A cura dell’ADOC PUGLIA da pubblicare nella Gazzetta del Mezzogiorno di giovedì 8 maggio 2008 per la rubrica “Lo sportello del Consumatore”

Bookmark and Share