Dai passaporti alla carta d’identità, dagli animali di compagnia all’assistenza sanitaria, al viaggiare in totale sicurezza. La guida completa per non partire impreparati e senza rischi Quando si viaggia all’estero, occorre naturalmente portare con sé una serie di documenti, che variano a seconda del Paese e dell’area di destinazione. Parliamo di documenti di identità e permessi/visti di soggiorno, documentazione sanitaria, documentazione assicurativa, documentazione degli eventuali animali al seguito.

 

Viaggiare in UE

In  quanto  cittadini  dell’Unione  Europea  abbiamo diritto a circolare liberamente nel territorio degli Stati membri, senza dover adempiere particolari procedure e indipendentemente dal motivo per cui ci si sposta (lavoro, studio, turismo, ecc.): è sufficiente possedere una carta d’identità o un passaporto valido. La direttiva 2004/38/CE  raccoglie  in  un unico  testo il complesso corpus legislativo esistente nel  settore  del  diritto  dei cittadini  dell’Unione  e  dei loro  familiari  di  circolare  e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Qualsiasi  cittadino europeo ha il diritto di recarsi  in un  altro  Stato  membro  e l’unica formalità imposta, per i soggiorni inferiori a 3 mesi, è il possesso di un documento d’identità. In ogni caso, non può essere imposto alcun visto di uscita o di ingresso. Se il cittadino in questione non dispone di documenti, lo Stato membro ospitante gli concede ogni ragionevole mezzo affinché egli ottenga o faccia pervenire i documenti richiesti. Per soggiorni di durata superiore a 3 mesi, è necessario invece soddisfare ulteriori condizioni, quali l’essere un lavoratore o uno studente nel paese di destinazione, disporre di risorse economiche sufficienti e di una assicurazione malattia o essere un familiare di un cittadino dell’Unione facente parte di una delle suddette categorie. Lo spazio Schengen è uno spazio privo di frontiere interne, nell’ambito del quale sono state adottate norme comuni in materia di visti, diritto di asilo e controllo alle frontiere esterne. Complessivamente, 28 Stati europei aderiscono agli accordi di Schengen. Fra questi, Cipro, Romania, Bulgaria e Liechtenstein non hanno ancora attuato nella pratica tutti gli accorgimenti necessari per aderire, e, pertanto, in via provvisoria, mantengono tuttora i controlli alla frontiera. Regno Unito e Irlanda non aderiscono alla cooperazione rafforzata di Schengen.  Norvegia, Islanda e Svizzera, invece, pur non facendo parte dell’Unione Europea, hanno aderito agli accordi di Schengen.

Animali da compagnia

I cittadini dell’UE possono viaggiare liberamente con gatti, cani o furetti, ammesso che siano muniti del Passaporto Europeo per gli Animali da Compagnia. Lo speciale passaporto per animali domestici, rilasciato dai Servizi veterinari delle Asl, consente l’identificazione dell’animale e del suo proprietario. Il documento riporta i dati anagrafici dell’animale, tutte le pratiche veterinarie effettuate, una sezione relativa ad esami  clinici  e  vaccinazioni (in particolare l’antirabbica) ed  il  numero  identificativo del microchip (obbligatorio a partire dal 3 luglio 2011, in sostituzione del tatuaggio). Per gli altri animali domestici, come i conigli o i canarini, si fa riferimento alla pertinente normativa nazionale relativa al trasporto di animali. Alcuni Paesi richiedono la preventiva applicazione di trattamenti antiparassitari.

Viaggiare nei paesi extraeuropei

E’ buona regola, prima di recarsi in Paesi extra UE, informarsi presso le Rappresentanze diplomatiche e consolari presenti in Italia o presso il proprio agente di viaggio in merito ai documenti richiesti per l’ingresso nel Paese di destinazione. Seppure in molti Paesi extraeuropei è accettata la carta di identità valida per l’espatrio, si consiglia tuttavia ai viaggiatori di munirsi comunque di passaporto. La carta d’identità consente l’espatrio nei seguenti Paesi: Albania, Croazia, Georgia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia, Egitto, Marocco, Tunisia, Turchia. Sono tuttavia da verificare, caso per caso, le limitazioni ed  integrazioni  documentali eventualmente previste: in alcuni casi è richiesta la presentazione, insieme al documento di identità, di un apposito tesserino, rilasciato alla frontiera previo pagamento di una somma di denaro, o di un apposito modulo predisposto dalle autorità locali; in altri Paesi è consentito l’ingresso con la carta di identità valida per l’espatrio solo per chi vi si rechi con un viaggio organizzato, o unicamente a scopo di turismo per un periodo di tempo limitato (ad es. 30 giorni). Il passaporto ordinario è un documento di riconoscimento formale valido per tutti i Paesi i cui governi sono riconosciuti da quello italiano, e può essere ottenuto da tutti i cittadini della Repubblica. Il passaporto viene rilasciato dalle Questure e, all’estero,  dalle rappresentanze diplomatiche e consolari. Attualmente, in Italia, si rilascia il passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina. Per potersi recare in alcuni Stati, come per esempio gli Stati Uniti, senza necessità di visto, non è sufficiente che il passaporto sia in corso di validità; è necessario, altresì, che la validità residua del documento sia di almeno 6 mesi oltre il periodo di permanenza. Il visto di ingresso è un documento che certifica l’autorizzazione  concessa  ad  un  soggetto straniero ad entrare nel territorio della nazione che lo ha emesso. Può essere richiesto presso le Rappresentanze diplomatiche e consolari del Paese in cui si risiede; viene rilasciato come documentazione  a  se  stante  oppure  aggiunto o allegato al passaporto. In determinati casi (soggiorni per turismo, missioni, affari, studio, di breve durata), il visto non è richiesto.

L’assistenza sanitaria all’estero

I cittadini europei che si recano in altri Stati UE, o in uno degli Stati con i quali vi sia uno specifico accordo  bilaterale   di   reciprocità   assistenziale (in caso di viaggi per motivi di turismo, studio, lavoro), possono usufruire dell’assistenza sanitaria all’estero. Per ottenere l’assistenza sanitaria in uno Stato dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo (SEE) o della Confederazione Elvetica, è necessario esibire la TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia). Tale tessera, che è il retro della Tessera Sanitaria nazionale (TS) o della Carta Regionale dei Servizi per le regioni Lombardia, Friuli    Venezia    Giulia    e Sicilia, permette di usufruire delle cure medicalmente necessarie  (e  quindi  non solo  urgenti).  L’assistito, per ottenere le prestazioni, può recarsi direttamente presso un medico o una struttura sanitaria pubblica o convenzionata ed esibire la TEAM, che dà diritto a ricevere le cure alle stesse condizioni    degli    assistiti del Paese in cui ci si trova. L’assistenza è in forma diretta e pertanto nulla è dovuto, eccetto il pagamento di un eventuale ticket che è a diretto carico dell’assistito. in Svizzera ed in Francia (dove vige un sistema basato sull’assistenza in forma indiretta), il più delle volte viene richiesto il pagamento delle prestazioni. E’ bene sapere che il rimborso può essere richiesto direttamente sul posto all’istituzione competente (alla LAMal per la Svizzera ed alla CPAM competente per la Francia). In caso contrario il rimborso dovrà essere richiesto alla ASL al rientro in Italia, presentando le ricevute e la documentazione sanitaria. Nel caso in cui ci si rechi in un Paese extra UE occorre accertare, presso la propria ASL, se nel Paese da visitare vigono accordi bilaterali in materia di assistenza sanitaria, diretta o indiretta, della quale sono beneficiarie determinate categorie di citta- dini per specifiche motivazioni di viaggio (lavoro o studio). La copertura sanitaria prevista dalle attuali Convenzioni è limitata solamente alle strutture pubbliche o private convenzionate e dà diritto, quasi sempre, solamente alle prestazioni sanitarie in caso di cure urgenti, la cui tipologia è legata alla normativa nazionale del Paese estero. Negli altri casi anche le cure di pronto soccorso potrebbero essere a carico del viaggiatore. Esistono inoltre apposite polizze assicurative per chi viaggia, che coprono spese sanitarie di diversa natura, dalle cure ospedaliere alle visite ambulatoriali generiche e specialistiche, all’elisoccorso, al rimpatrio in ambulanza, al viaggio/soggiorno di un familiare che presti assistenza; si tratta di soluzioni che possono essere di grande utilità, ferma restando la  necessità  di  verificare  con  attenzione,  prima della stipula, ogni eventuale clausola di esclusione, limitazione o franchigia, nonché le modalità per attivare correttamente le procedure di assistenza e di rimborso delle spese sostenute direttamente.

Sicurezza della meta prescelta

E’ consigliabile, per chi ha in programma un viag-gio all’estero, la consultazione del sito internet www.viaggiaresicuri.it,  a  cura  dell’Unità  di Crisi del Ministero degli Esteri in collaborazione con l’ACI, che fornisce informazioni dettagliate e aggiornate su tutti i Paesi del mondo, con avvi- si specifici sulla situazione corrente, in particolar modo sugli eventuali problemi di sicurezza (guerre, terrorismo, insurrezioni, ecc.), fenomeni atmosferici, calamità naturali, epidemie, ecc., oltre che su eventuali restrizioni all’ingresso di stranieri o particolari misure di sicurezza in corso. Prima di partire, infine, può essere particolarmente utile registrare il proprio viaggio sul sito internet www.dovesiamonelmondo.it, indicando le proprie generalità, l’itinerario programmato del viaggio ed un recapito di telefono cellulare: in caso di emergenza tali informazioni faciliteranno, laddove necessario, l’intervento da parte dell’Unità di Crisi della Farnesina. Tutti i dati registrati vengono cancellati automaticamente due giorni dopo il rientro dal viaggio.

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