L’Adoc Puglia a disposizione dei cittadini in viaggio o in villeggiatura su tutto il territorio italiano (di seguito il resoconto della conferenza stampa dell’Adoc Puglia svoltasi oggi, 30 luglio 2009)

In attesa del provvedimento finale del parlamento che prevede un tasso alcolemico pari a zero grammi litro per i giovani dai 18 ai 21 anni, per conducenti professionisti e per chiunque altro guidi mezzi pesanti, o pene severe per chi è trovato alla guida in stato di ebrezza, l’Adoc Puglia rivolge un appello ai ristoratori. Anzi, un appello e un richiamo.

L’appello che fu già rivolto in passato, ma che fu raccolto da pochi e che rinnoviamo perché legato a doppio filo con le modifiche che si intendono portare al codice della strada è quello di poter vedere come, in tutti i ristoranti, si somministri anche un solo bicchiere di vino e non, come accade abitualmente, di vedere il consumatore che subisce l’imposizione del gestore che dichiara di avere solo vino in bottiglia e che non intende distribuirlo “a bicchiere”, a dose. E, magari, si tratta di un vino nobile, della bottiglia più costosa.

 

Noi pensiamo che, agendo in questo modo, si costringe, si obbliga il consumatore ad esaurire l’intero contenuto, anche se non ne sente la necessità.

Da ieri, si è fatto un passo avanti vietando la vendita di bevande alcoliche nei chioschi mobili. Quindi, dal nostro punto di vista, non sono solo le discoteche a dover essere gli unici luoghi dove si può prevenire l’uso di una quantità superiore a quella prevista dal codice della strada, ma anche i ristoratori possono incidere con un metodo di somministrazione adottato nella gran parte d’Europa.

Comportarsi in questo modo significa contribuire ad una campagna sociale con lo scopo di prevenire potenziali incidenti stradali.

Per i ristoratori, questa è l’occasione per farsi riconoscere e dimostrare correttezza.

Una correttezza che ancora oggi è messa in discussione da atteggiamenti “marpioni”, utilizzati nei confronti di avventori comuni e di turisti, come ci ricorda l’episodio capitato a Roma dalla coppia di giapponesi la cui vicenda vedrà l’Adoc nazionale costituirsi “parte civile”. E servono a poco le soluzioni annunciate dalla Fipe quando presenta il “marchio di trasparenza dei prezzi”. Una campagna che noi riteniamo autoreferenziale e che non apporta miglioramenti al marketing e alla reale trasparenza che la si ottiene solo se vi è un controllo costante da parte di soggetti terzi.

E, a tale proposito, citiamo l’esempio di un punto di ristoro collocato all’interno dei grandi magazzini Rinascente a Milano dove, per una bottiglia di acqua da mezzo litro, servita a tavola, vengono chiesti 3 euro e cinquanta cent.
Una segnalazione che inviamo al nuovo Garante per la sorveglianza dei prezzi nominato pochi giorni fa dal ministero dello Sviluppo economico.

Episodi questi che ci hanno spinto a inscenare una iniziativa dal titolo “pecora nera agosto 2009”, che l’Adoc Puglia conferirà al peggior disservizio, o mancato rispetto che il cittadino-turista-viaggiatore subirà in questo arco di tempo. Come, per esempio, a partire dalla soppressione di un volo, per finire al conto di un ristorante, passando per un guasto al condizionatore di una carrozza ferroviaria o all’incolonnamento di veicoli sull’autostrada. O, anche, per un traghetto mai salpato o per il caro prezzi praticato da un negozio di frutta e verdura nei centri di villeggiatura.

Una iniziativa che non intende mettere al bando nessuno ma, anzi, vuole essere uno stimolo per generare concorrenza positiva tra aziende e soggetti fornitori di un servizio o di un prodotto.

Questa la novità introdotta quest’anno dall’Adoc Puglia all’interno del servizio “pronto intervento turista”, attivato per il quinto anno consecutivo e che rientra in un progetto concordato con la Regione Puglia per i finanziamenti previsti dalla LR 12/2006.

In sintesi, chiamando il numero di telefonia mobile 333.786.05.05, non solo si potranno ricevere informazioni e suggerimenti utili, indispensabili sui comportamenti da adottare in caso di una vacanza rovinata o per una struttura non conforme alle aspettative o alle indicazioni riportate negli opuscoli o nei contratti di vendita per un pacchetto turistico, ma si potrà segnalare, a viva voce o per sms ed mms, ciò che non convince o è contrario al buon senso e alla ragionevolezza di un servizio previsto, o considerato evidente, per trascorrere una vacanza serena e rispettosa delle esigenze dei turisti e dei viaggiatori.

Per questa richiesta della verità, e non certo per gossip – sostiene Giulia Procino, uno dei legali che l’Adoc Puglia mette a disposizione dei consumatori dall’altro capo del telefono -, ci rifaremo anche alle segnalazioni che perverranno o saranno pubblicate, annunciate, nel mese di agosto dagli organi di informazione. E, in ausilio, sempre per tutti coloro che intendono collaborare alla scoperta della pecora nera, e ai quali garantiamo l’anonimato, sono a disposizione i due siti, regionale e nazionale, dell’associazione: www.adocpuglia.it e www.adoc.org”.

Certo – aggiunge Cinzia Ligustro, l’altro avvocato che si alternerà al cellulare “pit” dell’Adoc -, se avessimo messo a disposizione il servizio già dal mese di luglio, il titolo di “pecora nera” l’avremmo assegnato alla compagnia aerea MyAir e, di riflesso, anche alle compagnie aeree che, all’apparenza, hanno dichiarato di voler soccorrere i malcapitati acquirenti; in particolare per i voli continentali. Infatti, mentre sui voli nazionali, cosiddetti domestici, gli interessati sono stati inseriti in una lista d’attesa, per il proseguo del tragitto continentale è rimasta l’incognita sulla disponibilità dei posti e l’orario; o meglio, il giorno della partenza”. Cioè, quando uno non sa che farsene o quasi visto che ha perso coincidenze o giornate di vacanza pagate in un albergo prenotato in precedenza.

Fatti e circostanze che l’associazione dei consumatori pugliesi ha accertato a seguito delle decine e decine di denunce giunte in sede.

Sono quasi un centinaio le richieste di tutela e assistenza che l’Adoc Puglia sta valutando come risolvere, compresa quella di un gruppo di parenti ed amici residenti a Barcellona già pronti a raggiungere Bari proprio in questi giorni, per prendere parte al matrimonio di un concittadino e di una cittadina pugliese trasferitasi in Spagna per lavoro, sono rimasti a terra.

Ma dalla sede dell’Adoc regionale fanno notare che anche la questione “pandemia”, il virus A(H1N1), tiene in apprensione i viaggiatori che non intendono recarsi più a Londra per precauzione, a causa delle rigidità assunte, contemporaneamente, dalle agenzie di viaggio e dagli stessi vettori aerei, al pari degli albergatori londinesi tanto decantati per la loro signorilità.

Non è certo la mancanza delle parole “meta sconsigliata”, non ancora apparse sul sito del ministero degli esteri – dichiara Pino Salamon, presidente dell’Adoc Puglia -, ad autorizzare gli operatori turistici a dichiarare che non spetta alcun rimborso. L’evidenza dei fatti, quindi dei controlli che vengono effettuati negli aeroporti londinesi, dovrebbe far venir meno questa rigidità che può arrecare ulteriori danni alla comunità”. Poi, “se il termine sconsigliato non appare, non viene pronunciata – sostiene ancora Salamon –, lo si deve al fatto di non voler creare ulteriori allarmismi; o peggio, un ulteriore panico tra i cittadini. Ma si sa, come si legge dai quotidiani, che la situazione è destinata ad aggravarsi e non comprendiamo perché, un caso per tutti, un soggetto affetto da patologie croniche, quindi in possesso di immunità ridotte, debba recarsi a Londra in ogni caso, o di rinunciarvi, perdendo l’intera somma versata in anticipo, solo per far piacere i tuor operator. Ad essere sinceri, questo non è certamente un comportamento da Lord”.

Durante il periodo estivo, oltre che con gli aerei, si viaggia spesso con mezzi propri o alternativi. Ma si da il caso che una cittadina ci ha fatto notare le acrobazie da affrontare per recarsi da Bari a Maratea, sul mar Tirreno, con i mezzi pubblici. E il tempo di percorrenza finale, tra Ferrovie dello Stato e servizio sostitutivo automobilistica, varia da 7 ore e 11 minuti, ad 11 ore e 20 a seconda dell’itinerario: diurno o notturno.

Un vero pieno di difficoltà. Così come un vero pieno di salasso può essere considerato l’inspiegabile aumento del costo della benzina alla pompa e che, sistematicamente, si registra in coincidenza dell’esodo estivo.

Una speculazione bella e buona a danno dei consumatori, di gran lunga superiore a quella del 2007 quando il petrolio costava 75 dollari al barile.

Quindi, al deficit infrastrutturale che riscontra il Mezzogiorno d’Italia, si aggiunge un altro peso a carico dei cittadini che, di fronte a situazioni simili, o decide di rinunciare alla vacanza, aggiungendo danni all’economia, oppure è costretto a subire le conseguenze.

Dalla Sardegna invece giunge una notizia riferitaci da una turista barese che ha annotato come un albergo di Arzachena sia riuscito ad impossessarsi della fascia costiera, quindi dei cinque metri di battigia che devono essere lasciato per il passaggio dei bagnanti, transennando gli accessi laterali. Una dimostrazione come sia difficile far rispettare le leggi nella nostra nazione.

Questi i primi episodi denunciati dai consumatori e dai turisti negli ultimi giorni di luglio e che aprono la stagione di massa delle vacanze per le quali l’Adoc Puglia resta a disposizione con l’ausilio di un cellulare. Comunque pronta ad intervenire, a suggerire, consigliare i cittadini nei casi di difficoltà.


 

Roberta Longo - Ufficio Stampa Adoc Puglia

 

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