Dieci milioni di euro disponibili per le famiglie a basso reddito, ma solo il 59%, (5.912.198,00€) sono stati prenotati. Al buon avvio di marzo, 3.700.000,00€, si sono aggiunti altri 2milioni212.198,00€ dei mesi di aprile e maggio. L’Adoc Puglia si chiede quali sono le cause di questo risultato non esaltante.

“La prima – secondo la referente del settore turismo dell’associazione, Flaminia Acconciaioco -, risulta quella di dover utilizzare il sistema informatico che non è l’ideale per una parte dei cittadini; i più anziani, magari. Poi, dell’eccessiva burocrazia per la richiesta dei buoni vacanza che varia dagli undici ai quindici giorni per ritirare materialmente i buoni. Basti pensare che alla richiesta inoltrata sul sito deve seguire un messaggio di conferma che permetterà all’utente di recarsi presso gli sportelli convenzionati, ovvero Intesa Sanpaolo, versare il relativo importo a suo carico e, una volta che la banca si accerta della regolarità della documentazione, in seguito, provvede alla spedizione dei buoni vacanza che il consumatore riceverà al proprio indirizzo. C’è anche l’aspetto dell’eventuale rinuncia che il cittadino deve comunicare entro trenta giorni prima della partenza e che lo penalizzerebbe, comunque, per il 4% della somma versata, più i.v.a. e spese postali per l’invio della raccomandata”.
Pertanto, ai primi di giugno è ancora disponibile il 41% del fondo accantonato con l’intenzione di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici in Italia, e utilizzabili fino al 30 giugno prossimo.
Per esempio, per chi ha già versato entro 4 giugno l'invio dei buoni sarà il 15 giugno, mentre per chi verserà entro l’11 giugno, l'invio dei voucher avverrà entro il 22 successivo con l’impegno ad utilizzarli solo per settimana seguente.
Visti i tempi ravvicinati, per poter mettere in circolo la rimanente parte dei fondi, oltre 4 milioni, l’Adoc Puglia suggerisce di innalzare le fasce di reddito del nucleo familiare. “Non è detto – sostengono in Associazione – che il nucleo deve essere composto da quattro o cinque componenti per salire di fascia e poter chiedere il contributo. Si può avere anche un reddito di 30.000,00 e passa euro, nonostante sono solo tre i componenti”. 
E comunque, anche se non è chiara la normativa in merito, si deve permettere di poter prenotare una vacanza anche per il figlio maggiorenne che vuole recarsi in un’altra località o, comunque, non in compagnia dei propri genitori. Quindi, prevedere anche il rilascio di una seconda agevolazione; tanto, l’interesse del paese è quello di mettere in movimento i turisti, i consumi.
Per l’Associazione dei consumatori pugliesi c’è anche la necessità di favorire i single aumentando, per questi, la soglia di reddito.
“Infatti – sostiene Pino Salamon, il Presidente regionale - sono i single che in vacanza o per un soggiorno sopportano i maggiori costi, perché devo accollarsi la spesa di un 20% in più, anche per una camera. Senza parlare poi delle richieste che gli stessi subiscono ad agosto quando si chiede loro di pagare fino al 100% del costo di una camera o di una pensione completa”.
In ogni caso, sarebbe opportuno prorogare la scadenza al 15 luglio e di prevedere, come sembra sia già nelle intenzioni, di riprendere la concessione dei bonus a partire dal 23 agosto, e fino al mese di settembre, ottobre.
In questo modo, ritiene l’Adoc, è probabile che l'incidenza dell'offerta pugliese, rispetto all’attuale dato complessivo italiano, superi l'8,51%. Oppure, provare ad invogliare le strutture della provincia di Bari a sottoscrivere la convenzione verso la quale, finora, hanno aderito solo il 14% rispetto all'offerta complessiva dell’intera Regione.
 
Roberta Longo
Ufficio Stampa Adoc Puglia
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