Previsti rimborsi e compensazioni per i disagi subiti

Oltre 2.000 voli in cancellazione entro la fine di ottobre per la compagnia irlandese Ryanair, con conseguenti disagi per oltre 350mila passeggeri. L’ADOC, in collaborazione con AIAV, offrirà assistenza a tutti i clienti per ottenere rimborsi e compensazioni.

 

“A giudicare dalle migliaia di voli cancellati e dalla recente decisione di ridurre a uno il numero di bagagli da portare a bordo sembra che a Ryanair dei diritti e dei bisogni dei passeggeri, oltre che dei suoi dipendenti, non interessi granché – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’ADOC – un episodio grave, che non solo crea gravissimi disagi a centinaia di migliaia di passeggeri e aziende e in un lasso di tempo molto esteso, ma che pregiudica l’intero settore del trasporto aereo e il turismo. Ad ogni modo, esistono regole ben precise che tutelano i passeggeri coinvolti, così come previsto dalla Carta dei Diritti del Passeggero, che vanno rispettate e applicate alla lettera. L’ADOC, insieme ad AIAV, è pronta da subito a fornire assistenza, garantendo l’applicazione dei diritti che spettano ai viaggiatori.”

La notizia della cancellazione è accompagnata da un’email del vettore ai passeggeri coinvolti a cui sono proposti voli alternativi, rimborso totale e gli eventuali diritti di compensazione. Gli aeroporti coinvolti sono: Roma Fiumicino, Milano Bergamo, Barcellona, Brussels Charleroi, Dublino, Lisbona, London Stansted, Madrid e Porto.

Ad ogni modo, l’elenco dei voli cancellati è consultabile sul sito della compagnia.

QUALI SONO LE REGOLE A TUTELA DEI VIAGGIATORI CHE SI APPLICANO IN QUESTI CASI?

Le normative UE, ed in particolare la Carta dei Diritti del Passeggero, stabiliscono che la compagnia debba rimborsare quanto incassato qualora la cancellazione avvenga con almeno 14 giorni d’anticipo rispetto alla data di partenza prevista. Per la cancellazione oltre tale data, o qualora il volo venga cancellato quando il passeggero si trova in aeroporto, è obbligo del vettore fornire assistenza (pasti, hotel, telefonate…) ed assegnare una compensazione in denaro da calcolarsi sulla base del volo prenotato.

Non sempre, però, queste soluzioni valgono a coprire il danno causato ai passeggeri o alle imprese turistiche: sempre più spesso, infatti, sugli operativi delle compagnie low cost vengono costruiti pacchetti turistici per individuali e gruppi, pacchetti che sono comprensivi di alloggio, visite ed escursioni e altri servizi che, quasi sempre, non possono essere recuperati.
In questi casi, il passeggero (o l’impresa turistica che abbia operato in qualità di “organizzatore”) può richiedere il risarcimento del danno patito attraverso le opportune procedure legali che – seppure non rapide o certe – possono consentirne il recupero.

Ryanair, sul proprio sito, comunica che in caso di cancellazione del volo il cliente può richiedere il rimborso di quanto pagato, con somme che saranno accreditate entro 7 giorni lavorativi sulla carta utilizzata per la prenotazione originale, o modificare il volo.

L’ADOC, in collaborazione con l’AIAV (Associazione Italiane Agenzie di Viaggio) fornirà assistenza a tutti i clienti che hanno subito o subiranno disagi, nonché alle agenzie associate. Per maggiori informazioni e assistenza è possibile contattare la sede Adoc più vicina o l’avvocato di Aiav Luca Viapiano (esperto di diritto del trasporto aereo) scrivendo a  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Come si è arrivati a questa decisione?

 

La decisione di Ryanair è diventata realtà subito dopo che la compagnia aerea è stata condannata da una sentenza della Corte Europea di Giustizia del Lussemburgo, che ha stabilito il diritto dei lavoratori di Ryanair di rivolgersi ai Tribunali del Lavoro nazionali competenti, ovvero quelli del luogo in cui svolgono regolarmente l’attività, privando il vettore del beneficio giuridico derivante dal diritto irlandese. E siccome sulla compagnia aerea pesa l’accusa di “sfruttare” il personale con orari e turni ai limiti del sopportabile, ecco la decisione di far smaltire entro breve termine i giorni di ferie maturati dal personale, sia di terra che di volo, e la conseguente cancellazione dei voli.

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