“E’ accettabile che per una tratta che comporta 40 km in meno, circa, un cittadino di Bologna può raggiunge Roma due ore prima di un altro in partenza da Bari?”

 

 

Questo è uno degli esempi che l’Adoc Puglia evidenzia per dimostrare la disparità di trattamento del servizio fornito da Trenitalia sull’intero territorio nazionale. Senza contare la soppressione delle corse e dei servizi che stanno mettendo in difficoltà e a disagio i cittadini pugliesi.

“E’ vero che il cittadino di Bologna dovrà pagare 8,00€ in più per il biglietto – confermano i responsabili dell’associazione dei consumatori -, ma in questo caso va calcolata la differenza dei comfort tra un freccia rossa e, al massimo, un freccia argento”.

E qui, insiste ancora l’Adoc regionale, la storia delle disparità di trattamento si ripete e la discriminazione somministrata nei confronti della Puglia è del tutto evidente.

L’associazione ritiene che ci debbano essere pari opportunità, ovvero una offerta qualificata dei servizi e una scelta dei convogli di Trenitalia che per il meridione, e in questo caso per la Puglia in particolare, non risultano essere uguali.

Per questo, così come per il disagio che i cittadini subiscono con i collegamenti notturni a lunga percorrenza, l’Adoc Puglia sostiene la necessità di diffidare la società insieme ad altre associazioni, per poi, in seguito, valutare l’apertura di una azione collettiva nei confronti della stessa società per la riduzione e limitazione dei servizi e della qualità degli stessi, anche a causa di vagoni e convogli pluridecennali e ancora in circolazione.

“Nel contempo – insistono i dirigenti dell’Adoc Puglia – Trenitalia deve dimostrare di aver provveduto ad applicare il comma 461 dell’art. 2 della legge 244/2007 (finanziaria 2008), il quale prevede il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle associazioni e degli stessi cittadini nella determinazione e nel controllo degli standard di funzionamento dei servizi. E non solo a livello nazionale, ma anche a livello regionale dove devono essere definite, e non con la sola Regione, l’applicazione di penalità e sanzioni per eventuali danni provocati ai viaggiatori pugliesi”.

 

Bari 10 gennaio 2012 

 

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