L’Adoc, come sempre impegnata nella lotta agli abusi, ai soprusi a danno dei consumatori, ha ritenuto di portare il suo sostegno ed aiuto in tema di stalking; in un contesto, dunque, nuovo rispetto a quello usuale riguardante esclusivamente la figura del consumatore”. Ha esordito così, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, l’avv. Giulia Procino, dell’Adoc Puglia.

La scelta di intervenire in una materia tanto delicata, quanto complessa, è stata decisa dall’Adoc nazionale, l’unica associazione dei consumatori, infatti, ad avvertire l’esigenza e la voglia di condurre questa battaglia. Un progetto già avviato e che ha prodotto una quantità di contatti tanto che, dalle prime stime emerse, si sa che il 22% delle persone hanno subito o posto in essere comportamenti che rientrano nel reato delineato dal D.L. 23 febbraio 2009, n. 11; quindi, classificabili senza dubbio come stalking.

Un altro dato rilevante – fa notare Anna Cannito, una delle psicologhe impegnata nell’Adoc -, è quello che il 95% degli stalker sono persone normali, non affette da alcuna patologia psichiatrica. E questo fa pensare che, molto spesso, manca l’informazione, l’educazione alla non violenza, in quanto sono ancora in molti a non sapere che la violenza vie prodotta anche verbalmente, e che il termine può significare anche perseguitare un soggetto, seguire i suoi movimenti, inveire sul posto di lavoro, insultare o disturbare il proprio vicino di condominio o minacciare in classe, per strada, un alunno di pari età. O anche, attraverso un contattato telefonico in maniera ossessiva”.

Altro dato interessante, sottostimato, è quello che il 15% delle vittime dello stalking è di sesso maschile. Infatti, l’uomo, per sua natura, ha più difficoltà a dichiarare di essere perseguitato, molestato.

Nel 35% dei casi, invece – dichiara Nunzia Santacroce, un’altra psicologa impegnata nel Pass -, lo stalking si è manifestato attraverso telefonate, il 10% attraverso appostamenti e disturbi attraverso il citofono, un altro 10% attraverso diffamazioni e dichiarazioni di scherno, frasi offensive lasciate su blog e social network. E, infine, il 25% tramite e-mail ed sms”.

In questo contesto, l’Adoc Puglia ha inteso promuovere il servizio Pass (punto di ascolto e sostegno allo stalking), con lo scopo di rendersi depositario di richieste di aiuto e fornire gratuitamente, e in forma anonima, chiarimenti ed informazioni in merito al concetto di persecuzione e di assistenza psicologica fornite da una equipe esperta; oltre ad eventuali interventi legali, se necessari.

L’impegno dell’Adoc Puglia è improntato, non semplicemente a tutelare la persona che ritiene di essere molestata, pedinata, intercettata telefonicamente, o minacciata e ingiuriata di continuo, ma si rivolgerà anche ad una serie di altri soggetti meritevoli della più ampia tutela.

Ci si riferisce ad esempio – sostiene Giada Scattarella, psicologa che curerà l’attività dello sportello -, a quei soggetti che subiscono molestie e persecuzioni da parte di condomini, oppure, anche per un soggetto che subisce violenza psicologica nell’ambito della propria famiglia, da un fratello, genitore ecc. (anche se risulta rilevato solo per uno 0,5% dei casi); o, ancora, per un soggetto che subisce molestie nell’ambito della scuola, sul posto di lavoro, all’università (15%)”.

L’Adoc Puglia, intende agire non solo a posteriori e cioè, nel porre rimedio a sofferenze e difficoltà già subite, ma intervenire alla radice, attraverso l’informazione e l’educazione.

E’ indispensabile, infatti, far sviluppare nei cittadini la cultura della non violenza, far comprendere loro che determinati comportamenti sono sbagliati o possono costituire reati, al fine di evidenziare che il loro comportamento, che determinati atteggiamenti sono lesivi della dignità umana.

Per questi motivi l’Adoc Puglia, si impegna ad attivare campagne condivise con Enti Regionali e Locali anche nelle scuole per una corretta informazione e educazione.

Agli stessi bambini bisogna far apprendere adeguatamente cosa si intende per violenza, molestia, visto che assistiamo, spesso, ad episodi di violenza e bullismo nelle scuole. Questo ci fa ragionevolmente pensare che il bullo di oggi (che esercita violenza sin da piccolo) potrebbe essere lo stalker di domani.

Alla presentazione dell’iniziativa è intervenuta Teresa Zaccaria, la quale ha confermato “il sostegno dell’Ufficio della Consigliera regionale di Parità della Puglia e la possibilità che quest’ultimo intervenga nei casi in cui necessita l’assistenza e la difesa di un legale anche nei procedimenti da intraprendere”. Mentre, Vera Guelfi, in rappresentanza della Uil di Puglia e di Bari, ha definito “indispensabile l’apporto che l’Adoc riserva ad una materia così delicata anche perché negli ambienti di lavoro la Uil ha prodotto un grande sforzo per far riconoscere il reato di mobbing già in passato”.

Invero, l’attività del Pass, l’Adoc l’ha già avviata prima ancora di aprire lo sportello, interessandosi allo strumento con il quale, più frequentemente, viene esercitato e consumato il reato di stalking: l’uso del telefono, sia con telefonate andate a buon fine, sia con i cosiddetti squilli.

A questo proposito – conclude l’avv. Procino -, esiste un sistema denominato Override che consente di rendere visibile qualunque numero in entrata sul telefono fisso o cellulare, in ottemperanza all’art. 127 del D.Lgs. 196/03 e che prevede di richiedere al fornitore della rete di comunicazione o del servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico, di rendere temporaneamente inefficace la soppressione dell’identificazione della linea chiamante, conservando i dati relativi alla provenienza della chiamata ricevuta. Si tratta di un servizio a pagamento, e per il quale abbiamo chiesto precise informazioni in merito”.

In questo caso solo Telecom ha fornito dettagliate informazioni per iscritto sostenendo che il servizio può essere reso 24 ore su 24, per un periodo massimo di 15 gg ad un costo di € 30 più Iva. L’attivazione del servizio è subordinata, in ogni caso, alla ricezione di un’apposita richiesta scritta. Poi, svolgendo ulteriori ricerche, l’Associazione dei consumatori pugliesi, ha rilevato le condizioni di altri operatori, quali la Tim, che offre il servizio ad un costo di 30€ più iva, per un periodo di 15 gg., Vodafone, il cui costo è di € 26,55 più Iva, per 15 gg. ma solo in orari nei quali, orientativamente, si verificano le chiamate di disturbo o anche semplici squilli, di cui non si comprende la limitazione come nel caso della Wind che adotta lo stesso criterio ad un costo di 27€ Iva inclusa, sempre per 15 gg.

Il servizio Override, è poco conosciuto ma, in realtà, è estremamente utile per smascherare e comprovare le molestie esercitate da parte di stalker, tant’è che evita il metodo più invasivo della denuncia effettuata all’Autorità di Polizia.


Roberta Longo - Ufficio Stampa Adoc Puglia

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