Il consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha intimato agli operatori di telefonia Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb di restituire in bolletta i giorni illegittimamente sottratti agli utenti a seguito della fatturazione a 28 giorni delle offerte di telefonia fissa entro il prossimo 31 dicembre 2018. L’Adoc è soddisfatta dalla decisione ma chiede che siano rimborsi veri e che non vengano tramutati in servizi gratuiti o sconti commerciali.

“Bene l’Autorità sui rimborsi agli utenti, è una battaglia che Adoc sta portando avanti da anni e che adesso possiamo considerare vinta – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – è fondamentale, però, che i rimborsi promessi ai consumatori siano rimborsi veri e non “trovate commerciali”, traducibili in sconti o servizi offerti gratuitamente, a compensazione di quanto indebitamente sottratto con il cambio di fatturazione a 28 giorni. È inoltre importante che anche chi ha cambiato gestore nel periodo che va dal 27 giugno 2017 al momento in cui l’operatore è tornato alla fatturazione mensile venga giustamente rimborsato, in attesa della sentenza del Tar del Lazio prevista per il prossimo novembre, che ci auguriamo possa dare maggiore soddisfazione e certezza ai consumatori. Invitiamo comunque l’Autorità a vigilare sulla correttezza dei rimborsi che verranno erogati e i consumatori a segnalarci ogni eventuale anomalia che riscontreranno. Ad ogni modo riteniamo che, alla luce di quanto accaduto, sia necessario introdurre il principio dell’invarianza di spesa per il consumatore a fronte di ogni modifica della tempistica di fatturazione e prevedere la possibilità, per l’Agcom, di poter esprimere un parere vincolante prima dell’applicazione delle modifiche unilaterali del contratto da parte degli operatori. Altrimenti ci potremmo ritrovare, a breve, in situazione simili, con i consumatori che continueranno ad essere vessati.”

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