educazione ai tempi del covid-19

L’emergenza legata alla diffusione del Covid 19 ha determinato cambiamenti epocali nel nostro Paese. Il Governo ha dovuto assumere decisioni importanti e ripensare alcuni servizi, garantendone la fruizione anche se a distanza; tra questi la scuola, grazie al contributo fondamentale degli insegnanti e dei dirigenti che in poco tempo hanno tessuto un nuovo metodo di insegnamento cui non eravamo abituati e per cui non eravamo attrezzati.

Uno sforzo apprezzato dalle famiglie, seppur con le difficoltà del caso, legate all’indisponibilità di collegamenti internet necessari ed adeguati ed alla carenza di dispositivi. Ma la didattica è fatta anche di rapporti umani della ricerca continua della presenza fisica dei ragazzi in classe, ed è proprio quando la classe diventa virtuale che il rischio di dimenticare qualcuno diviene una triste realtà.

L’esperienza della Preside di Caivano, Eugenia Carfora, sia da esempio. In un territorio ad alto rischio per devianza giovanile, quotidianamente nella lotta per non rompere il delicato filo di collegamento tessuto con grandi sacrifici con i suoi ragazzi.

Tutti siamo in prima linea e non possiamo permetterci che qualcuno sia dimenticato o lasciato solo.

Ci si faccia carico, dunque, delle difficoltà delle famiglie, dell’emarginazione economica e sociale perché il diritto allo studio e all’inclusione non possono cadere nel vuoto della distanza. Il rischio concreto di “un rompete le righe” è reale, considerati i dati relativi alla situazione delle famiglie e dei ragazzi in particolare.

Sistemazioni abitative di fortuna, condizioni familiari disagiate dal punto di vista economico e sociale, assenza di strumenti per la didattica a distanza sono solo alcuni fattori da esaminare con attenzione per non accentuare e, anzi, se possibile, colmare il divario esistente tra ragazzi. Diceva Don Bosco: “I ragazzi, se non li occupiamo noi, si occuperanno da soli e certamente in idee e cose non buone.

“L’Adoc di Brindisi rivolge un appello alle Istituzioni ai vari livelli, ognuno per le proprie competenze, affinché venga garantito a chi è in difficoltà non solo un piatto a tavola ma anche gli strumenti necessari per non rimanere indietro.

Brindisi li, 24 aprile 2020

A cura di Giuseppe Zippo, Presidente provinciale Adoc Brindisi

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